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Morgan Stanley alza tp di Enel e preferisce Terna a Snam

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Considerato quanto sono elevati gli attuali prezzi dell’elettricità in Italia, non è difficile comprendere come il Paese sia il più grande importatore di energia elettrica del Mondo. Prezzi energetici inferiori avrebbero notevoli ripercussioni sulla bilancia commerciale e ciò avrebbe un forte impatto sul tasso di utilizzazione (load factor) degli impianti a gas a ciclo combinato (CCGT), che dovrebbero produrre di più per compensare le mancate importazioni. “Riteniamo quindi”, affermano gli analisti di Morgan Stanley “che i prezzi in Italia rimarranno sopra al livello dei nuovi entranti nel mercato, oppure che salirà il load factor”. Gli operatori settoriali stanno firmando contratti a lungo termine per ridurre la volatilità degli utili e Enel non è rimasta certo indietro. Il colosso elettrico ha infatti venduto più del 50% della propria produzione del 2006 e del 2007 ai prezzi correnti e gli esperti della casa d’affari ritengono che procederà ad ulteriori cessioni nel futuro. Ecco perché Morgan Stanley ha deciso di confermare la raccomandazione “overweight” su Enel ma di alzare il prezzo target da 7,9 a 8,5 euro. Inoltre, la banca d’affari ha ritoccato al rialzo le stime di Ebitda del 4,1% per il 2005, del 6,7% per il 2006 e del 2,1% per il 2007. Gli analisti di Morgan Stanley hanno poi ribadito che continuano a preferire Terna, bollata con rating “overweight”, rispetto a Snam Rete Gas, etichettata invece con “underweight”. “Pensiamo che Terna possa beneficiare di un contesto regolamentare favorevole”, affermano gli esperti.