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Moody’s spaventa le banche e arrivano anticipazioni Fitch: “si rischia deficit a limite di rottura”

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Così Fabio Ianno’, Vice President e Senior Credit Officer di Moody’s: “La redditività delle banche italiane soffre a causa dei bassi margini di interesse netti, dei costi di ristrutturazione e …

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Ore di trepidazione in Italia, alla vigilia del verdetto di Fitch sul debito italiano: alcune anticipazioni del rapporto su cui si baserà il giudizio dell’agenzia di rating sono state rese note proprio oggi dal quotidiano La Repubblica, e non sono confortanti. Tutto questo mentre Moody’s ha diramato una nota con cui ha lanciato un alert sulle banche italiane, in particolare su una zavorra inevitabile destinata a colpire i loro bilanci. Si tratta di un carico di 250 miliardi di euro che le banche hanno ricevuto aderendo al programma dei prestiti a basso costo lanciato dalla Bce, noto con il nome di TLTRO.

Oltre a pagare il doom loop, l’abbraccio mortale che le lega ai BTP, dunque al rischio di speculazione sui titoli di stato italiani, le banche italiane sono oggi sotto i riflettori anche per la nota di Moody’s.

L’agenzia fa notare che gli istituti detengono un terzo dei finanziamenti complessivi di Tltro della Bce, stando ai dati che risalgono a maggio 2018, una quantità superiore a quella di qualsiasi altro paese dell’Eurozona. Tali prestiti sono riusciti a stabilizzare la capacità di funding e la liquidità delle banche italiane, dando un importante assist anche alla loro redditività. E’ proprio la redditività a rischiare, con la restituzione dei prestiti TLTRO di cui le banche hanno beneficiato fino a oggi. Così Fabio Ianno’, Vice President e Senior Credit Officer di Moody’s:

“La redditività delle banche italiane soffre a causa dei bassi margini di interesse netti, dei costi di ristrutturazione e delle alte perdite nei prestiti. Di conseguenza, “ripagare la Bce metterà ulteriore pressione alla già debole redditività, visto che dovranno sostituire questi prestiti con debito più caro”.

Moody’s ritiene che le banche più grandi come UniCredit e Intesa SanPaolo, oltre a essere quelle meno esposte al programma, avranno facilità nel rimborsare la Bce. Il problema sarà per le banche più piccole che potrebbero imbattersi in maggiori difficoltà.

Tornando a Fitch, il rapporto anticipato oggi da Repubblica scrive, tra le altre cose, che “le divergenze fra Lega e M5S renderanno sempre più difficili le scelte economiche del Governo”, e che “la tentazione di lanciare iniziative costose senza copertura porterà il deficit al limite di rottura“.

In questo contesto “le banche, in un clima di incertezza, hanno rallentato il ritmo di smaltimento dei crediti in sofferenza“.

Inoltre, “la contrapposizione sempre più dura fra Roma e Bruxelles con la tensione che crea, paralizza l’intera architettura europea, dall’unione bancaria fino alla politica comune per i migranti”. Nel rapporto si parla anche di Italexit, scenario che, “viste le dimensioni dell’economia italiana e la sua sistemica importanza nell’euro minaccerebbe la stabilità della moneta unica”.

L’effetto contagio (scrive Repubblica), anche solo del rischio di Italexit, sarebbe uno tsunami per tutti. “Fughe dei capitali, corse ai depositi, sconvolgimenti finanziari. E la recessione in Italia abbatterebbe il Pil dell’Intera Europa”.

Ad ogni modo  l’agenzia di rating ritiene che un tale scenario sia “altamente improbabile”. Fitch è in particolare preoccupata per la scarsa coesione che i partiti di governo starebbero dimostrando:

“E’ aumentata la possibilità che si perdano di vista gli obiettivi di finanza pubblica e si è ulteriormente indebolita la prospettiva di riforme strutturali”. Di conseguenza, “il rischio principale è che l’espansione fiscale faccia saltare le dinamiche del debito“.