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Moody’s taglia l’outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo

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L’occhio di Moody’s si è puntato su Germania, Olanda e Lussemburgo. L’agenzia di rating ha infatti tagliato l’outlook di questi Paesi da “stabile” a “negativo”. La colpa, però, a ben guardare è sempre dei soliti Paesi periferici: Grecia, Italia e Spagna. Buone notizie solo per la Finlandia, che si è vista confermare il rating Aaa con outlook stabile grazie al “particolare profilo di credito” che ne fa un’eccezione tra gli stati sovrani dell’Eurozona.

Colpiti i pilastri dell’area Euro. Con la sua mossa, l’agenzia di rating americana ha dato un colpo al pilastro sui cui si regge la moneta unica: Germania, Olanda e Lussemburgo sono infatti tra le poche nazioni a conservare la tripla A. Un rating che ora traballa per il rischio di una revisione qualora la crisi del debito europeo dovesse aggravarsi, perchè, secondo Moody’s, se ciò accadesse il peso finanziario graverebbe soprattutto sul bilancio di questi Paesi. I tre Paesi vanno ad aggiungersi a Francia ed Austria,  altri due paesi tripla-A di cui Moody’s aveva declassato le prospettive da stabili a negative lo scorso febbraio e che attendono per settembre un nuovo assessment alla luce degli sviluppi della crisi dell’area Euro.

La minaccia viene da Grecia, Spagna e Italia. In particolare sono due gli eventi che minacciano le casse dei Paesi finora considerati più stabili d’Europa. Il primo è la possibile uscita della Grecia dalla moneta unica, un evento la cui probabilità, secondo Moody’s, è aumentata, ma che non è ancora contemplato nel caso base della valutazione dei rating sovrani. “L’uscita della Grecia dall’Euro avrebbe conseguenze sensibili sull’euro”, si legge nella nota di Moody’s, e, nel caso si attivassero politiche economiche in risposta, “innescherebbe una serie di choc nel settore finanziario”.

La seconda minaccia ai bilanci dei Paesi in questione, è l’aumento dei rendimenti del debito di Spagna e Italia, insieme alla probabilità che le due nazioni chiedano aiuti aggiuntivi per sostenere il debito sovrano. Ad essere danneggiate da questo scenario sarebbero soprattutto le banche tedesche, ampiamente esposte al debito iberico e italiano.

Oggi vertice tra Schauble e de Guindos. Una circostanza che non può far altro che aumentare la preoccupazione e la rabbia dei tedeschi, nonostante i vertici politici gettino acqua sul fuoco. Secondo uno statement del ministero delle finanze tedesco ripreso dalla stampa internazionale infatti “i rischi menzionati da Moody’s non sono nuovi” e “resta invariata la solidità dell’economia e delle finanze pubbliche tedesche”. Oggi, comunque, il ministro delle finanze Schauble e il suo omologo spagnolo Luis de Guindos si incontreranno per un meeting già messo in agenda prima ancora dell’impennata nei rendimenti dei bond iberici ed è probabile che il giudizio di Moody’s sarà all’ordine del giorno.

L’Eurogruppo ribadisce l’impegno per l’intera area Euro. Intanto anche il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Junker ha diffuso una nota a commento dell’azione dell’agenzia americana. “Prendiamo atto della decisione di rating di Moody’s”, si legge nella nota, “che conferma la forte valutazione di un certo numero di Stati Membri supportati dai solidi fondamentali di cui questi Paesi, come altri nell’Eurozona, continuano a godere. In questo scenario ribadiamo il nostro forte impegno nell’assicurare la stabilità dell’area Euro in quanto entità unica”.