Moody's salva le polizze italiane, ma la Borsa punisce la galassia Ligresti -1-

Inviato da Redazione il Mar, 02/11/2010 - 16:13
Il fortino delle compagnie delle polizze in Italia resta saldo. Le performance finanziarie del settore assicurativo italiano sono robuste, malgrado le continue pressioni esercitate dalla volatilità dei mercati finanziari, il contesto di bassi tassi d'interesse e l'impatto sfavorevole delle modifiche normative, specie nel ramo danni. E' questo il quadro tracciato dagli analisti dell'agenzia di rating, Moody's. E i numeri gli danno ragione: dopo aver riportato una perdita netta di 2 miliardi di euro nel 2008, il comparto ha chiuso il 2009 con utili netti per 3,9 miliardi di euro, sostenuto principalmente dalla ripresa del ramo vita. Per gli esperti la crisi finanziaria globale ha inciso in maniera solo marginale sul settore rispetto ad altri mercati nazionali, tuttavia gli sviluppi locali continuano a frenare la redditività. Il ramo danni ha registrato un peggioramento del combined ratio, passato al 103,3% nel 2009, con conseguenti ulteriori pressioni sull'andamento tecnico. Mentre il ramo vita ha beneficiato di una vivace ripresa dei premi, riconducibile in prima istanza alla riaffermazione del canale di bancassicurazione e al livello nettamente inferiore delle svalutazioni finanziarie, portando a un risultato tecnico positivo di 3,3 miliardi di euro nel 2009.

A partire dal primo semestre 2009, i leader del mercato assicurativo hanno avviato strategie di incremento dei prezzi nell'area rc auto (parte del ramo danni), con un impatto positivo sui rispettivi combined ratio nella prima metà del 2010. Sul fronte degli investimenti, il settore continua a dimostrare strategie prudenziali di gestione del portafoglio e pertanto mantiene un elevato profilo di liquidità e di Assets-Liabilities Management. I recenti episodi di volatilità verificatisi sul mercato del debito sovrano europeo hanno fatto sì che le perdite non realizzate sui portafogli titoli aumentassero nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi del 2010, mantenendosi ben al disotto dei livelli di fine 2008. Inoltre, Moody's ritiene che gli assicuratori italiani non siano in alcun modo obbligati a cristallizzare queste perdite vista la posizione estremamente solida sul fronte della liquidità.
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