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Moody’s punta il dito contro ciclo credito in Europa, “E’ destinato a peggiorare fino a metà 2007”

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Il deterioramento della qualità del credito registrato l’anno scorso nell’Europa occidentale è stato il più pesante dagli anni successivi al tracollo delle società informatiche avvenuto nel 2002. L’entità del peggioramento non è tuttavia così marcata come in quel periodo, afferma Moody’s Investors Service in nuovo rapporto dedicato alla rassegna del 2006 e alle prospettive per il 2007 sull’andamento creditizio in Europa e raccolto da Finanza.com. L’anno passato gli analisti di Moody’s hanno modificato il rating assegnato a 190 emittenti, con il risultato di 73 innalzamenti di rating e 117 declassamenti. Di conseguenza, la differenza tra innalzamenti e declassamenti è stata di -44, mentre nel 2002 – l’anno con la performance peggiore – tale differenza aveva raggiunto il livello di -159. Nel quarto trimestre del 2006 si è registrata una decelerazione del deterioramento, con l’annuncio di 20 declassamenti e 15 innalzamenti di rating operati da Moody’s. Di conseguenza, il rapporto tra rating innalzati e declassati è risalito dal minimo degli ultimi 14 trimestri registrato nel terzo trimestre dell’anno scorso. Ma è ancora troppo poco per poter tirare un sospiro di sollievo. “Con i tassi di interesse ancora in rialzo e la persistente propensione all’indebitamento delle società industriali e di servizi, sarebbe prematuro segnalare un’inversione di tendenza”, afferma Paul Guest, chief european cconomist di Moody’s. “In considerazione del crescente malessere tra le società classificate nello speculative grade e delle statistiche prospettiche sui rating attualmente disponibili, la variazione osservata lo scorso trimestre ha più le caratteristiche di una stabilizzazione che di una ripresa”.