Moody's non molla la presa sull'Italia: rischio downgrade per big pubblici ed enti locali

Inviato da Alberto Bolis il Mar, 21/06/2011 - 09:44
Quotazione: LEONARDO FINMECCANICA
Quotazione: ENEL
Quotazione: ENI
Quotazione: TERNA

Dopo l'Italia, i big pubblici. Nel fine settimana Moody's ha avvertito il Belpaese, mettendo il giudizio Aa2 sotto osservazione (in review) per un possibile downgrade. Il rating di Roma potrebbe essere quindi tagliato nei prossimi 90 giorni poiché "il possibile incremento del costo del denaro nella zona euro, la debolezza strutturale e la rigidità del mercato del lavoro potrebbero minare la fragile ripresa dell'Italia". Di conseguenza, l'agenzia di valutazione ha messo sotto osservazione per un eventuale declassamento anche le principali società pubbliche nazionali: Eni, Enel, Finmeccanica, Terna e Poste.
 
Nello specifico i rating a rischio downgrade sono A2 per il gruppo guidato da Fulvio Conti, Aa3 per il colosso petrolifero, A3 per Finmeccanica, Aa2 per le Poste e A2 per la società che gestisce la rete elettrica nazionale. La Borsa, almeno nei primi scambi della seduta odierna, non sembra dare molto peso alle parole di Moody's, il cui giudizio "si concentrerà sull'esposizione al contesto macroeconomico e sui singoli profili di liquidità". E così a Piazza Affari Eni guadagna lo 0,95% a 15,87 euro, terna lo 0,58% a 3,14 euro, Finmeccanica +0,50% a 8,03 euro e Enel lo 0,33% a 4,316 euro.
 
Il primo commento, targato Intermonte, è su Finmeccanica e secondo il broker "l'eventuale revisione del rating non avrà impatti significativi per la società, non avendo scadenze importanti nel breve". Tra le altre cose, segnalano gli analisti nella nota odierna, oggi viene riportato su diversi quotidiani l'accordo "con i russi per l'assemblaggio di elicotteri civili in Russia. Questa è una notizia molto positiva perché la Russia è uno dei mercati elicotteristici più importanti al mondo".
 
Italia, big pubblici. Tutto finito? No, perché l'avvertimento di Moody's è anche rivolto a ben 22 enti locali tra regioni, province e comuni del Belpaese. A finire sotto osservazione per un possibile sono downgrade sono le città di Bologna, Firenze, Milano, Siena e Venezia; le province di Arezzo, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Torino, Trento e Bolzano; la Basilicata, l'Emilia Romagna, la Liguria, la Lombardia, le Marche, la Sicilia, la Toscana, l'Umbria e il Veneto.

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