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Per Moody’s il mercato delle polizze è solido in Italia, ma la Borsa punisce la galassia Ligresti

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Il fortino delle compagnie delle polizze in Italia resta saldo. Le performance finanziarie del settore assicurativo italiano sono robuste, malgrado le continue pressioni esercitate dalla volatilità dei mercati finanziari, il contesto di bassi tassi d’interesse e l’impatto sfavorevole delle modifiche normative, specie nel ramo danni. E’ questo il quadro tracciato dagli analisti dell’agenzia di rating, Moody’s. E i numeri gli danno ragione: dopo aver riportato una perdita netta di 2 miliardi di euro nel 2008, il comparto ha chiuso il 2009 con utili netti per 3,9 miliardi di euro, sostenuto principalmente dalla ripresa del ramo vita.

Per gli esperti la crisi finanziaria globale ha inciso in maniera solo marginale sul settore rispetto ad altri mercati nazionali, tuttavia gli sviluppi locali continuano a frenare la redditività. Il ramo danni ha registrato un peggioramento del combined ratio, passato al 103,3% nel 2009, con conseguenti ulteriori pressioni sull’andamento tecnico. Mentre il ramo vita ha beneficiato di una vivace ripresa dei premi, riconducibile in prima istanza alla riaffermazione del canale di bancassicurazione e al livello nettamente inferiore delle svalutazioni finanziarie, portando a un risultato tecnico positivo di 3,3 miliardi di euro nel 2009.

A partire dal primo semestre 2009, i leader del mercato assicurativo hanno avviato strategie di incremento dei prezzi nell’area rc auto (parte del ramo danni), con un impatto positivo sui rispettivi combined ratio nella prima metà del 2010. Sul fronte degli investimenti, il settore continua a dimostrare strategie prudenziali di gestione del portafoglio e pertanto mantiene un elevato profilo di liquidità e di Assets-Liabilities Management. I recenti episodi di volatilità verificatisi sul mercato del debito sovrano europeo hanno fatto sì che le perdite non realizzate sui portafogli titoli aumentassero nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi del 2010, mantenendosi ben al disotto dei livelli di fine 2008. Inoltre, Moody’s ritiene che gli assicuratori italiani non siano in alcun modo obbligati a cristallizzare queste perdite vista la posizione estremamente solida sul fronte della liquidità.


La strada non è comunque tutta in discesa. Il settore – elencano gli esperti – dovrà fronteggiare sfide creditizie come la concentrazione sul business non redditizio dell’rc auto, che continua a rappresentare gran parte dei premi del ramo danni; la natura estremamente competitiva del ramo rc auto fortemente esposto a eventuali riforme legislative; l’impatto negativo del contesto di tassi d’interesse ridotti sui rendimenti, specie nel ramo vita e non ultime le vendite delle polizze vita prevalentemente tramite il canale di bancassicurazione, con conseguente elevata volatilità dei volumi. Di certo il quadro tracciato da Moody’s non riesce a spazzare via i timori del mercato per un possibile aumento di capitale in casa Fondiaria Sai.


Il titolo della compagnia della famiglia Ligresti dopo le perdite superiori al 5% segnate alla vigilia continua la corsa del gambero, cedendo il 4,2% a 7,75 euro. L’azionista Premafin cede il 3,57% a 0,97 euro, mentre è passata in calo anche Milano Assicurazioni, in flessione dell’1,46% a 1,48 euro. Sin dall’annuncio dell’accordo arrivato venerdì scorso dell’ingresso di Groupama nella Premafin finalizzato al reperimento di risorse finanziarie necessarie per il rafforzamento patrimoniale della società e della controllata Fondiaria Sai sul mercato sono partite le scommesse di una ricapitalizzazione anche della compagnia assicurativa.


Secondo l’ultimo tam tam di Borsa, tutto dipenderà dai coefficienti patrimoniali e dalla loro adeguatezza ai requisiti Isvap. Qualche indicazione in più arriverà il 10 novembre, in concomitanza con il Cda di FonSai che dovrà analizzare i conti (stessa data per il Cda della Milano). L’attenzione sulla partita da parte della Consob, che dovrà esprimersi sul fatto che non scatti l’obbligo di un’Opa a cascata, e i timori sui possibili riflessi Antitrust, amplificano le incertezze. La comunità finanziaria si sta sbizzarrendo.


Gli analisti di Banca Imi pongono l’attenzione sugli intrecci che legano Premafin, Bollorè e Grupama: questi tre soggetti insieme detengono l’1,15% di Generali e il 14,02% di Mediobanca, principale azionista di Generali al 13,4%. Già in passato l’Antitrust aveva segnalato questo problema e secondo loro non si può pertanto escludere un nuovo focus su questa tematica. Quanto all’argomento principe quello dell’aumento di capitale per gli analisti di Intermonte e Autonomous la ricapitalizzazione di FonSai potrebbe essere nell’ordine dei 450-500 milioni di euro. Ma ad ogni modo, secondo gli esperti della sim milanese un chiaro vincitore in questa partita c’è ed è la Milano Assicurazioni che dovrebbe beneficiare dell’appeal speculativo nel lungo termine derivante dal possibile cambio di controllo, senza alcun rischio di un aumento di capitale nel breve termine.