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Moody’s dopo Lisbona mette nel mirino il sistema bancario europeo: è a rischio contagio

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Moody’s dopo Lisbona prende di nuovo la mira. Questa volta la frecciata è contro il sistema bancario europeo. Gli analisti dell’agenzia di rating, il giorno dopo taglio di rating sul paese lusitano in un commento speciale intitolato “Sovereign Contagion Risk”, parte 1 in cui si fa riferimento all’impatto sulle banche dell’Europa meridionale, dell’Irlanda e della Gran Bretagna, riaccendono i dubbi sulla capacità del mondo finanziario del Vecchio Continente di rimanere immune al virus ellenico.


Gli esperti si dicono convinti che la crisi finanziaria greca contagerà i sistemi bancari di alcuni dei principali paesi europei. E oltre ai soliti nomi noti, da settimane saliti sulla graticola in Borsa, ossia Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda, appare in questa singolare classifica anche la Gran Bretagna, oggi alle prese con il test elettorale. L’agenzia di rating riconosce che le banche di Eurolandia hanno di fronte diverse sfide da affrontare, ma avverte: “il rischio di contagio potrebbe diluire queste differenze e rappresentare una minaccia molto reale e comune a tutti”.

In particolare, Moody’s si sofferma sulla situazione dell’Italia, definita un paese dove il sistema bancario è relativamente robusto, ma non per questo immune a un rischio di contagio “qualora le pressioni di mercati sui rating sovrani dovesse aumentare”. L’agenzia osserva come il nostro sistema bancario non abbia risentito come altri dello scoppio della bolla sull’immobiliare e di quella sui derivati.


Di certo le Borse hanno già scontato in parte queste indicazioni, segnalano nelle sale operative. E in effetti gli indici dei principali listini europei si muovono in questo momento in prossimità della parità, se non in territorio positivo. I timori che la crisi si allarghi agli anelli deboli dell’eurozona ha provocato una contrazione dei listini azionari ovunque nel mondo – l’indice azionario mondiale MSCI  ha perso lo 0,7%, azzerando tutti i guadagni accumulati nel 2010, dopo l’ondata di vendite in questa settimana – ma i trader puntano ora gli occhi sul vertice della Banca centrale europea in programma nel primo pomeriggio, in cerca di rassicurazioni sul fatto che il massiccio piano di salvataggio della Grecia risparmierà il paese dalla bancarotta.