Moody': ripresa economica globale perde forza, soprattutto nella zona euro

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 15/05/2013 - 09:48

La ripresa economica globale sta continuando a perdere slancio e forza, con diverse economie che si trovano ancora a dover affrontare "sfide significative" e in questo scenario è improbabile che si tornino a vedere nel breve termine dei tassi di crescita "normali". Questo il messaggio lanciato questa mattina dagli analisti di Moody's e contenuto nell'ultimo rapporto dal titolo "Update to Global Macro Outlook 2013-14: Loss of Momentum" pubblicato questa mattina. Insomma l'avvertimento lanciato dall'agenzia Usa è chiaro: nonostante il prolungato rally delle Borse, con Wall Street e Tokyo che continuano a macinare record su record, bisogna rimanere con i piedi per terra ed evitare di snobbare i segnali che arrivano dall'economia reale, in particolare da quella europea che continua a rimanere debole.

Secondo gli esperti dell'agenzia di rating statunitense la zona euro, in particolare, continuerà ad attraversare una recessione più profonda e più duratura rispetto alle attese, mentre i tagli alla spesa negli Stati Uniti, il cosiddetto sequester, peseranno sul rinnovato slancio. Quanto alle principali economie emergenti Moody's sostiene che dovranno affrontare sfide per stimolare la crescita degli investimenti e portare degli aumenti sostenibili nel reddito nazionale.

L'agenzia si attende un Pil in crescita nei Paesi del G20 dell'1,2% nel corso del 2013 (precedente stima a +1,9%) e dell'1,9% l'anno prossimo, mentre nei Paesi emergenti il Pil dovrebbe aumentare del 5,5% nel 2013 e nel 2014. Per l'agenzia Usa la Cina dovrebbe mostrare una crescita sostanzialmente stabile quest'anno.

Infine sono tre nell'immediato i principali rischi che pesano sulla ripresa mondiale: in primis, come già accennato, una recessione nell'eurozona più profonda delle attese e accompagnata da una marcata contrazione del credito potenzialmente innescata da un'ulteriore intensificazione della crisi del debito sovrano. La seconda criticità è rappresentata dal rallentamento, maggiore delle attese, delle crescita delle economie emergenti. Terzo ed ultimo punto l'escalation delle tensioni geopolitiche, che si traducono in sviluppi economici avversi.

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