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Moody’: ripresa economica globale perde forza, soprattutto nella zona euro

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La ripresa economica

globale sta continuando a perdere slancio e forza, con diverse economie che si
trovano ancora a dover affrontare “
sfide significative” e in questo
scenario è improbabile che si tornino a vedere nel breve termine dei tassi di
crescita “normali”. Questo il messaggio lanciato questa mattina dagli
analisti di
Moody’s e contenuto nell’ultimo rapporto dal titolo “Update to
Global Macro Outlook 2013-14: Loss of Momentum
” pubblicato questa mattina.
Insomma l’avvertimento lanciato dall’agenzia Usa è chiaro: nonostante il prolungato
rally delle Borse, con Wall Street e Tokyo che continuano a macinare record su
record, bisogna rimanere con i piedi per terra ed evitare di snobbare i segnali
che arrivano dall’economia reale, in particolare da quella europea che continua
a rimanere debole.

Secondo gli esperti
dell’agenzia di rating statunitense la zona euro, in particolare, continuerà ad
attraversare una recessione più profonda e più duratura rispetto alle attese,
mentre i tagli alla spesa negli Stati Uniti, il cosiddetto sequester, peseranno
sul rinnovato slancio. Quanto alle principali economie emergenti Moody’s
sostiene che dovranno affrontare sfide per stimolare la crescita degli
investimenti e portare degli aumenti sostenibili nel reddito nazionale.

L’agenzia si attende
un Pil in crescita nei Paesi del G20 dell’1,2% nel corso del 2013 (precedente
stima a +1,9%) e dell’1,9% l’anno prossimo, mentre nei Paesi emergenti il Pil
dovrebbe aumentare del 5,5% nel 2013 e nel 2014. Per l’agenzia Usa la Cina
dovrebbe mostrare una crescita sostanzialmente stabile quest’anno.

Infine sono tre
nell’immediato i principali rischi che pesano sulla ripresa mondiale: in
primis, come già accennato, una recessione nell’eurozona più profonda delle
attese e accompagnata da una marcata contrazione del credito potenzialmente
innescata da un’ulteriore intensificazione della crisi del debito sovrano. La
seconda criticità è rappresentata dal rallentamento, maggiore delle attese,
delle crescita delle economie emergenti. Terzo ed ultimo punto l’escalation
delle tensioni geopolitiche, che si traducono in sviluppi economici avversi.