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Monti: una politica “bipartisan” per il mercato finanziario italiano

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L’intervento di Mario Monti è stato il fiore all’occhiello dell’Assemblea annuale di Assogestioni. L’ex Commissario dell’Unione Europea ha calamitato l’attenzione della platea con una breve relazione in cui ha sottolineato l’importanza insita nel delicato rapporto tra politica e finanza. Prendendo spunto dal titolo del convegno (‘L’Italia può rinunciare al Risparmio Gestito? Perchè la politica non deve trascurare la finanza’), il professor Monti ha sostenuto che il vero quesito da porsi dovrebbe essere: ‘è un bene che la politica si occupi della finanza?

Facendo ricorso ad un’analisi basata su una prospettiva storica e comparativa, Monti ha sottolineato che le più profonde trasformazioni nel panorama finanziario domestico hanno trovato spazio in un periodo caratterizzato dal progressivo allentamento della pressione politica sul mondo della finanza. La metà degli anni Ottanta ha segnato uno spartiacque tra una fase in cui il risparmio è stato canalizzato dalla politica verso finanziamento del debito pubblico ( un risparmio sacrificato sull’altare della politica anche dal divieto di esportare capitali) , ed un new deal in cui il risparmiatore ( liberatosi dal monopolio dei depositi bancari e dei titoli di stato) ha avuto la possibilità di partecipare (seppure in forma indiretta) all’evoluzione del mondo finanziario.

In siffatto contesto, gli strumenti del risparmio gestito hanno svolto un ruolo di primaria importanza. Monti ha affermato che i fondi comuni di investimento rivestono una funzione sociale fondamentale all’interno di un sistema politico che si basi su un sistema economico sociale reale.

‘Le profonde trasformazioni intervenute nel campo della gestione e della diversificazione del risparmio delle famiglie, si sono materializzate in un periodo in cui si è assistito ad un sensibile indebolimento del peso della politica sulla finanza’, ha precisato Monti. Secondo l’ex Commissario UE, le lungaggini che hanno caratterizzato l’approvazione della ‘Legge sul rispamio’, sono la dimostrazione più eloquente dei danni che può provocare la politica al mondo finanziario. Monti ha affermato che gli ‘indirizzi politici’ hanno pilotato l’iter burocratico della nuova legge, determinando l’abnorme ritardo rispetto alle esigenze di rapido intervento richieste dal mercato e dai risparmiatori.

Europeista convinto, Monti ha dato un giudizio molto positivo all’ondata di operazioni transfrontaliere che sta interessando i mercati dell’area Euro. Il trend è stato definito ‘un segnale di maturità dell’Unione Europea. Infine, Monti ha sottolineato l’importanza cruciale rivestita dall’adozione di una politica bipartisan nel settore finanziario. ‘La presenza di un sistema bipolare caratterizzato da importanti elementi di rottura, non ha impedito ai laburisti e ai conservatori del Regno Unito di dare una continuità -alla regolamentazione del mercato finanziario domestico- che ha permesso alla City di Londra di rafforzare il suo ruolo a livello planetario. ‘ Senza voler mitizzare gli Stati Uniti e il Regno Unito’, ha affermato Monti, ‘ credo che questi paesi debbano costituire un esempio dell’importanza rivestita dalla continuità politica in un sistema bipolare. A cura di www.fondionline.it