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Monti dalla Merkel chiede riconoscimento per l’Italia ma incombe la minaccia di Fitch

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L’Italia non è più una fonte di infezione per l’Europa. Ci ha tenuto a ribadirlo il premier italiano Mario Monti, nel corso della conferenza stampa congiunta seguita al suo incontro bilaterale con il cancelliere tedesco Angela Merkel tenutosi a Berlino, nel quale il Presidente del Consiglio ha difeso l’operato del governo dal punto di vista delle riforme e ha auspicato l’avvio di misure per la crescita in tutti i Paesi dell’Eurozona. Attestazioni di stima e convenevoli a parte, infatti, quello che a Monti sta a cuore è di cancellare l’immagine dell’Italia come spauracchio del Vecchio continente, costruendone una nuova improntata alla competenza e alla serietà negli impegni e nei pareri che il suo esecutivo può fornire. Non a caso il premier ha voluto sottolineare gli sforzi già fatti dal nostro Paese, prima di chiedere che adesso siano gli altri a fare la loro parte nel rigore di bilancio e nelle misure per la crescita e la stabilità.

Collaborazione per le riforme, il 20 gennaio meeting trilaterale

“Ho illustrato al cancelliere le misure molto dure che il governo italiano ha dovuto adottare – ha detto Mario Monti -. Gli italiani hanno avuto un atteggiamento di maturità che non merita ricompense da parte europea, perché le misure sono state adottate nel nostro miglior interesse, ma riconoscimento”. Riconoscimento che, dal canto suo, Angela Merkel ha prontamente dato, riconoscendo gli sforzi fatti dall’Italia sul piano delle riforme e sottolineando il rinnovato clima di collaborazione tra Germania e Italia. Collaborazione rafforzata dal nuovo meeting convocato per il 20 gennaio a Roma al quale, oltre a Monti e Merkel, sarà presente anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, per cercare posizioni congiunte sui temi della crescita, dell’occupazione e della stabilità europea (vedi fondo salva stati e meccanismo di stabilità europeo), che erano sul tavolo anche nella riunione di oggi.  “La Germania è pronta a versare più capitali nel fondo salva-stati, se lo faranno anche gli altri”, ha detto la Merkel a margine dell’incontro.

Il ruolo della Bce. Su Italia possibile downgrade di Fitch

Nel meeting di oggi si è parlato anche del ruolo della Bce nel rendere operativo il fondo europeo. Argomento che sembra echeggiare il monito dell’agenzia di rating Fitch, che ha avvertito: la Banca centrale europea deve aumentare gli acquisti di titoli di debito dell’Eurozona per prevenire un collasso dell’euro. Le parole sono di David Riley, analista sul debito sovrano dell’agenzia Fitch, pronunciate nel corso di un roadshow. Riley ha aggiunto che un collasso dell’euro non è tuttavia lo scenario ritenuto maggiormente probabile. Ieri lo stesso analista aveva definito probabile una riduzione del rating sovrano dell’Italia.

Monti su tassi di interesse e Tobin Tax

Sul tema dei tassi di interesse sul debito italiano, Mario Monti, rispondendo ai cronisti al termine dell’incontro con la Merkel,  ha detto che “non sono più giustificati visto lo sforzo dell’Italia che anche gli stessi mercati apprezzano”, e che spera che “nei mercati finanziari ci sia una riduzione dei tassi di interesse che se erano giusti o meno quando c’era diffidenza ora non lo sono più”. Il premier italiano ha anche confermato l’avvendto nei prossimi giorni di provvedimenti sulle liberalizzazioni e ha parlato della Tobin Tax, affermando che “in questa fase storica forse ha più senso che in passato”.