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Montezemolo prende a picconate la politica italiana

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Con un discorso molto duro nei confronti della politica e dei politici italiani che a tratti è sembrato voler scuotere il Paese intero dal torpore, Luca Cordero di Montezemolo ha chiuso la sua esperienza da presidente di Confindustria. Parole che sono state giudicate alla stregua di un programma elettorale, un nuovo “scendo in campo” industriale dopo quello di Silvio Berlusconi che rivoluzionò il panorama politico nel 1994.


Nel suo ultimo discorso da presidente dell’Associazione degli industriali Montezemolo ha difeso il ruolo e i meriti dell’industria nel Paese contro chi “dipinge come impresentabile il capitalismo italiano”, un attacco diretto contro le ali della sinistra estrema che non riesce a superare il vecchio schema della lotta di classe. Ma è tutta la politica che risulta essere un costo esorbitante e un freno per l’Italia: “E’ la prima azienda, con quasi 180.000 eletti” che assorbono risorse utili allo sviluppo e che invece devono essere destinate a stipendiare “18.000 consiglieri di amministrazione di società ed enti pubblici”.

“Questa idea che agli imprenditori sia stato dato chissà cosa e che gli altri debbano essere per tal motivo risarciti non sta né in cielo né in terra”, ha ribadito di fronte alle autorità sedute nella prima fila dell’auditorium, tra le quali il presidente del Consiglio, Romano Prodi e il presidente della camera dei deputati, Fausto Bertinotti. Solo in un passaggio, quello relativo all’impegno mantenuto sulla riduzione del cuneo fiscale, il presidente di Confindustria ha dato atto al governo di essersi mosso in sintonia con i bisogni e le necessità del Paese e dell’industria. E’ stato un momento, accompagnato da un applauso non proprio convinto, che è servito però a rilanciare il discorso sulla tassazione elevata che impedisce in Italia di “fare impresa” come la si fa in altre nazioni. “Attraiamo un terzo degli investimenti internazionali che arrivano in Francia e un ottavo di quelli del Regno Unito” – ha sottolineato Montezemolo che ha fatto notare come da gennaio le imprese italiane diventeranno le più tassate d’Europa, in concomitanza con il taglio dell’aliquota (-9%) che verrà attuata in Germania. “Siamo disponibili a scambiare qualunque incentivo per una minore pressione fiscale” ha poi messo sul piatto delle offerte al governo e ponendo un secco no a qualsiasi sconto nei riguardi dell’economia sommersa, che in Italia ammonta al 30% del totale.


Queste le principali “critiche” mosse al sistema attuale da Luca Cordero di Montezemolo. Il numero uno di Confindustria non si è limitato però a picconare ma ha fornito una sorta di lista della spesa delle cose da fare. Un sistema che non premi le amicizie e le raccomandazioni ma che premi il merito fin dall’educazione scolastica, una società che accolga gli immigrati ma che imponga regole che devono essere rispettate, una mano più pesante nei confronti della criminalità. E poi l’allungamento dell’età lavorativa come avviene negli altri Paesi europei, completare il progetto Biagi con un sistema di ammortizzatori sociali, dare maggiore spazio alla flessibilità ma anche maggiori tutele, ridurre il costo degli straordinari, legare ai risultati e alla produttività l’andamento dei salari. Una nuova visione dell’Italia che ancora non c’è ma che, se si comincia a lavorare subito potrà dare i risultati, secondo Montezemolo, in otto-dieci anni.