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Montepaschi: politica e finanza scaldano il titolo, ecco i prossimi passaggi chiave

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Siena torna al centro di Piazza Affari in un intreccio molto stretto tra politica e finanza. In Borsa il Montepaschi è stato protagonista ieri di una seduta al cardiopalma: il titolo della banca senese ha ceduto 8 punti percentuali anche se il saldo dai minimi di inizio aprile è più che positivo (+45%). Il titolo ha sofferto, come il resto del comparto bancario, la risalita dello spread sopra quota 280 punti base dopo le parole di Mario Draghi. Ma gli scambi sono stati vorticosi: ieri infatti sono passati di mano oltre 500 milioni di pezzi, ovvero il 4,5% del capitale di Rocca Salimbeni. Oggi a Piazza Affari Mps mostra un progresso di oltre l’1% a 0,243 euro e gli scambi, finora, sono decisamente più contenuti (circa 70 milioni) anche di riflesso all’attesa degli investitori per i dati sul mercato del lavoro americano.

L’interesse per il titolo è alimentato anche dai prossimi appuntamenti che aspettano i vertici della banca: entro il 17 giugno dovrà infatti essere consegnato alla Commissione Europea il piano per giustificare il prestito pubblico, sotto forma di Monti Bond, da 4 miliardi di euro. Profumo e Viola dovrebbero ribadire gli obiettivi annunciati durante la presentazione del piano industriale e, soprattutto, l’abolizione dell’articolo dello Statuto che limita al 4% i diritti di voto per i soci, tranne che per la Fondazione Mps.

Anche a Palazzo Sansedoni il clima è tornato caldo in vista dell’uscita del presidente Gabriello Mancini, il cui mandato scadrà il prossimo 3 agosto. Prima però Mancini potrebbe portare a termine la cessione di un altro 10% della banca che, ai prezzi di chiusura di ieri, aiuterebbe la Fondazione ad abbattere quasi interamente il debito. Attualmente Palazzo Sansedoni controlla il 33,1% del Monte che ai prezzi di Borsa vale circa 900 milioni di euro.

Il futuro della Fondazione passa poi inevitabilmente per la battaglia elettorale che si concluderà domenica, quando è in programma il ballottaggio per la poltrona di sindaco di Siena tra Bruno Valentini (centrosinistra) e Eugenio Neri (centrodestra). Un passaggio chiave visto che il Comune controlla la maggioranza della Fondazione.