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Montepaschi: Guzzetti, Cariplo non è sul dossier. Avventate le parole di Profumo

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La Fondazione Cariplo non è al lavoro sul dossier Montepaschi. La secca smentita alle continue indiscrezioni di stampa è arrivata dal presidente dell’ente milanese, Giuseppe Guzzetti. Secondo i recenti rumors la Fondazione Cariplo, insieme ad altre Fondazioni del Nord Italia e ad un pool di fondi di private equity, starebbe trattando per rilevare buona parte della quota del Monte in mano alla Fondazione Mps. Una soluzione che a detta della stampa nazionale sarebbe molto gradita ai piani alti del Tesoro, visto che Palazzo Sansedoni ha necessità di fare cassa per ripagare i circa 340 milioni di euro contratti con le banche. Guzzetti ha però negato di essere al lavoro sul dossier senese.
 

Il presidente della Fondazione Cariplo ha poi giudicato avventate le parole rilasciate questa mattina da Alessandro Profumo in un’intervista a La Repubblica. Secondo il presidente del Montepaschi “se non riusciamo a fare l’aumento di capitale, non è a rischio solo il Montepaschi ma l’intero sistema bancario italiano”. Secondo Profumo un’eventualità del genere avrebbe un impatto fortissimo sia in Italia che all’estero. “Sarebbe un segnale pessimo anche per banche come Carige e Bpm che hanno bisogni di aumenti analoghi. Insomma non possiamo permetterci di fallire”, ha aggiunto il presidente di Mps nella lunga intervista.

Le parole di Profumo arrivano all’indomani del Cda del Montepaschi che lo ha confermato, insieme all’Ad Fabrizio Viola, alla guida della banca senese. Una scelta non scontata dopo l’assemblea di fine dicembre che ha rinviato l’aumento di capitale da 3 miliardi di euro nel secondo trimestre 2014, sposando la linea della Fondazione Mps in contrasto con i vertici del Monte che invece avrebbero voluto lanciare la ricapitalizzazione in gennaio. La scelta dei due manager di rimanere a Siena è stata ben accolta da Piazza Affari dove il titolo Mps prosegue il recupero mettendo a segno un progresso dell’1,80% a 0,189 euro.

Anche se rinviato di qualche mese l’aumento di capitale dovrebbe inevitabilmente causare la diluizione della Fondazione Mps e dovrebbe aprire le porte all’ingressi di nuovi soci. “Al Montepaschi servono investitori solidi che ci facciano crescere più che una banca con la quale fondersi. Dal punto di vista dell’istituto io reputo migliore la soluzione di uno o più soci finanziari“, ha dichiarato Profumo secondo cui se arriva un’altra banca “compra, incorpora e addio Siena”.