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Montepaschi: Fondazione Mps smentisce cessione di azioni, ma è tonfo del titolo a Piazza Affari

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La Fondazione Mps smentisce di aver ceduto azioni del Montepaschi, ma per il titolo son dolori a Piazza Affari dove cede circa il 5,5% a 0,173 euro. La banca senese si appresta ad affrontare un mese decisivo per il suo futuro con l’appuntamento clou il 27-28 dicembre con l’assemblea convocata a Siena che dovrà dare il via libera all’aumento di capitale da 3 miliardi di euro. Ricapitalizzazione che è stata varata dal Cda la scorsa settimana e, a stretto giro, è arrivato anche l’ok della Commissione Europea al piano di ristrutturazione del Montepaschi, che prevede una cura dimagrante e 900 milioni di euro di utili netti al 2017.

Oggi ad essere sotto i riflettori è la Fondazione Mps, principale azionista del Montepaschi, gravata da debiti per 350 milioni di euro. Questa mattina Il Sole 24 Ore ha scritto che la Fondazione  starebbe provando a cedere una quota o l’intera partecipazione in suo possesso in Mps evitando così di dover scegliere in assemblea se votare a favore o contro l’aumento di capitale. La smentita si è fatta attendere qualche ora ma, su richiesta della Consob, l’ente di Palazzo Sansedoni ha dichiarato di non aver avviato ad oggi ” alcuna cessione di azioni ordinarie Mps e alla data odierna possiede 3.913.315.802 azioni ordinarie, pari al 33,5% del Monte”.

La Fondazione guidata da Antonella Mansi ha inoltre comunicato che nelle ultime due settimane ha progressivamente ceduto l’intera quota posseduta nel Fresh 2008 pari a un valore nominale complessivo di 490 milioni di euro per un controvalore netto di 95,2 milioni. Una parte di questa cessione, pari a circa 10,8 milioni, andrà a ridurre il debito mentre la parte restante rimarrà nella piena disponibilità della Fondazione.

Ora però il mercato attende la decisione della Fondazione in merito alla scelta di approvare o meno l’aumento di capitale da 3 miliardi di euro. Il sostegno all’aumento al momento non è fattibile visto che l’effetto diluitivo che subirà il titolo potrebbe mettere a rischio la tenuta dell’Ente. Un voto contrario alla ricapitalizzazione creerebbe invece una frattura insanabile con il management della banca capitanato da Fabrizio Viola e Alessandro Profumo.