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Montefibre, pretese di risarcimento del danno ambientale infondate

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La richiesta da parte dell’Avvocatura di Stato di Venezia di un sequestro conservativo per 43 milioni di euro a motivo di un “ridotto stanziamento” a bilancio per i costi di bonifica è stata avanzata in un giudizio civile nel quale Montefibre ha già rappresentato la totale infondatezza delle pretese di risarcimento del danno ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente. “La richiesta di sequestro appare dunque più un atto ad effetto che una reale difesa dei diritti dello Stato”, si legge nella nota diffusa dalla società, “essa risulta, in ogni caso, infondata nel merito e costruita su una erronea interpretazione dei dati tecnici di bilancio”.