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Monte Paschi di Siena a rischio statalizzazione dopo acquisizione Antonveneta (Financial Times)

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Il deal con cui Monte Paschi di Siena si è aggiudicata nel 2007 la banca Antonveneta (proveniente dalla disastrata ABN Amro), per 9 miliardi di euro, potrebbe aver minato la stabilità dell’istituto di credito senese provicando la peggiore crisi della sua storia. Lo dice il Financial Times, raffrontando la banca italiana con la tedesca Commerzbank, e sottolineando la possibilità di entrambe di essere statalizzate per poter rispondere ai criteri europei di capitalizzazione. Monte Paschi, secondo il quotidiano inglese, ha mancato l’obbiettivo di raccolta di 3,2 miliardi di euro richiesti dall’Eba entro il giugno scorso, e ora la sua capitalizzazione ammonta a soli 2,5 miliardi. Ed è da notare, secondo l’FT, che l’ammontare di capitale mancante dalle casse di Siena coincida proprio con il valore dell’Antonveneta. Nell’impossibilità di vendere assets per fare cassa, a causa della crisi finanziaria, MPS ha investito in bond sovrani, “una strategia rivelatasi rovinosa per la banca e per i suoi azionisti”, dice il Financial Times. Ora MPS rifiuta l’aumento di capitale, ma spera di trovare i fondi mancanti vendendo asset immobiliari, stringendo joint ventures, convertendo in capitale 1,1 miliardi di euro di prodotti strutturati equity e riducendo l’esposizione agli asset rischiosi. L’FT cita come fonte “una persona a conoscenza dei fatti”, e aggiunge che se queste strategie dovessero fallire lo stato italiano potrebbe intervenire per evitare la bancarotta, oppure la fondazione MPS potrebbe diluire la propria partecipazione favorendo l’entrata di nuovi investitori.