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Moda italiana: Fashion economic trends, bene nel 2007 ma non come nel 2006

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E’ tutto pronto per uno degli eventi annuali clou nel mondo della moda uomo: da sabato 23 a mercoledì 27 giugno a Milano, grazie alla Camera della Moda, sfileranno in passerella le collezioni maschili primavera/estate 2008. Va tuttavia segnalata una importante defezione: gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, della omonima casa di moda Dolce & Gabbana hanno deciso di non prendere parte all’evento, ma di mettere in piedi una sorta di sfilata per conto proprio (che si terrà il 23 giugno, alle ore 13.30) in segno di protesta con il presidente della Camera della Moda, Mario Boselli, che recentemente aveva “osato” criticare la discussa (e discutibile) pubblicità a marchio D&G in cui figurava una donna bloccata a terra da un uomo, quasi come a volere riprodurre uno stupro.


Schermaglie, capricci e ripicche a parte, come di consueto in occasione dell’appuntamento con le sfilate, la Camera della Moda di Milano ha diffuso gli ultimi numeri relativi al mercato del “made in Italy”, i cosiddetti “Fashion economic trends”. Secondo i dati forniti, il fatturato totale delle imprese fashion (tessile, vestiario, pelle, pelletteria, calzature), stando alle previsioni formulate, è destinato a crescere ancora per la fine di quest’anno, arrivando a toccare quota 69,54 miliardi di euro, dai 67,58 del 2006 e dai 63,75 del 2005. “Per il 2007 – si apprende dal report diramato dalla Camera della Moda – lo scenario più probabile vede un indebolimento della congiuntura internazionale, che provocherà una crescita dell’export inferiore al 2006 e una tenuta della domanda interna, almeno fino alla metà dell’anno, che permetterà al fatturato dell’industria della moda di crescere del 2,9%, più lentamente che nel 2006”. “Una performance della moda italiana superiore al 3% – sottolinea tuttavia la Camera della Moda – potrà verificarsi solo nel caso in cui il riaggiustamento strutturale realizzato dalle imprese nei difficili anni 2002-2005, abbia ridotto anche la sensibilità al fattore cambio dell’industria italiana della moda, e le imprese si siano adattate ad operare stabilmente ad un livello del cambio che riporta agli anni precedenti al 1992”.

Come mette in luce lo studio, i due trimestri conclusivi del 2006 hanno impresso alla congiuntura una forte accelerazione. La velocità della ripresa del fatturato, che aveva già preso il via nella prima metà dell’anno, è progressivamente aumentata. A beneficiarne in misura maggiore sono stati i settori a valle (abbigliamento, calzature e soprattutto la pelletteria e accessori in pelle), che hanno messo a segno un aumento del fatturato nell’ordine del 9% nel terzo trimestre e nell’ordine del 17% nel quarto. Per i settori a monte, invece, più che di accelerazione, si deve parlare di stabilizzazione, dal momento che hanno chiuso il terzo trimestre con un incremento del 5% e il quarto con un +7%. Così, al confronto con la brillante chiusura d’anno, i risultati del primo trimestre del 2007, sebbene appaiano positivi, mostrano un tono minore: +4,5% per il fatturato dei settori a monte, che erano cresciuti meno alla fine dello scorso anno, e +2,3% per quelli a valle. Si tratta in ogni caso del quinto trimestre positivo consecutivo per i settori a monte e del sesto per quelli a valle. Questi primi dati confermano quindi la visione prudente – già anticipata dalla Camera della Moda nella precedente edizione di Fashion economic trends – di un 2007 non negativo, ma senza la carica che ha caratterizzato la fine del 2006.