Miracolo a Milano: le porte del salotto buono sono aperte

Inviato da Alessandro Piu il Gio, 06/09/2012 - 16:38
Cosa succede in casa Rcs quasi nessuno lo sa. Quasi, visto che un balzo del 362 per cento dal 24 agosto (al netto della contrazione odierna) è difficilmente spiegabile con l'azione dei "day trader". Anche se il flottante a Piazza Affari è sottile (11% del capitale) e rende più manipolabile l'azione il balzo non ha precedenti, tantomeno in un settore che non brilla per floridità. Gli altri titoli del comparto hanno beneficiato della corsa di Rcs solo in minima parte: +20% per L'Espresso e +38% per Il Sole 24 Ore con Cairo Communication sostanzialmente invariato. Il che rende impossibile parlare di riposizionamento del mercato sul settore.

Se si sposta lo sguardo da Rcs e lo si posa su Pirelli & C si comincia a intuire meglio cosa sta succedendo. Camfin, la controllante di Pirelli & C. è salita del 18% in quattro sedute. Sia in Rcs che in Camfin gli azionisti sono ai ferri corti. Entrambe le società sono alle prese con problemi di riassetto e questo ha alzato la tensione. Ed entrambe vedono nel loro capitale l'importante presenza di Mediobanca. Il titolo di Piazzetta Cuccia ha guadagnato da par suo il 55% durante il rally di agosto. E anche Mediobanca, come Camfin e Rcs, si trova ad affrontare una non facile transizione. In una parola Mediobanca è instabile e se è instabile il crocevia della finanza italiana né risente tutta la rete di intrecci intessuta nel dopoguerra, da Generali a Rcs e Pirelli. Il salotto buono è aperto e anche i piccoli azionisti ci possono guardare dentro e beneficiare, per una volta, dei giochi di potere dell'alta finanza.

Da una parte ci sono i tradizionali occupanti del salotto buono, come Tronchetti Provera, i Gavio, Ligresti ormai caduto in disgrazia e così via. Dall'altra ci sono quelli che vorrebbero ristrutturare il salotto buono, o almeno ristrutturarlo. E questi sono i Vittorio Malacalza (Pirelli & C.), i Diego Della Valle e Giuseppe Rotelli (Rcs), i Salini.

Spostare o ristrutturare, ovvero rompere la rete del capitalismo relazionale che ingabbia la finanza italiana oppure entrarne a far parte e richiudersi dietro le porte. D'altronde se i vecchi occupanti del salotto sono tutti alle prese con problemi che vanno da indagini della magistratura (Nagel "sacrificatosi per salvare Fondiaria-Sai e il credito da un miliardo vantato da Mediobanca) a mancanza di liquidi (Tronchetti Provera), i nuovi venuti chiamati a fornire il loro denaro qualche cosa in cambio la pretenderanno.

Più che addentrarsi nell'intricata storia che dalle dimissioni di Geronzi (aprile 2011) porta fino alle fibrillazioni attuali dei titoli della galassia Mediobanca, è interessante constatare che, per una volta, i piccoli azionisti hanno potuto beneficiarne. Non è capitato spesso. In Italia di solito i panni si lavano in famiglia. I problemi sono sempre stati risolti all'interno di un circolo chiuso, con i piccoli azionisti tagliati fuori o anche bastonati. Così è stato e così potrebbe tornare a essere ma nel frattempo si può godere di questo piccolo miracolo. Che potrebbe finire ed è meglio stare attenti a non rimanere incastrati nelle porte del salotto buono una volta che queste dovessero tornare a chiudersi.

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