Il miracolo asiatico continua: adesso la Cina e Hong Kong convincono anche Moody’s

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Che la locomotiva asiatica fosse il vero miracolo economico dei tempi moderni, c’erano pochi dubbi. In molti economisti, dal Fmi all’Ocse, si sono detti pronti a scommettere sul repentino ritorno a ritmi di crescita molto sostenuti da parte della Cina. E così è stato con il +8,9% del pil cinese nel terzo trimestre 2009. Oggi l’ultimo a mettere una fiche su questa scommessa vincente è Moody’s. Gli esperti dell’agenzia di rating internazionale hanno, infatti, migliorato l’outlook sul rating di Cina e di Hong Kong, portandolo a positivo dal precedente stabile.


Il successo dei rispettivi governi di questi due paesi nell’affrontare la crisi mondiale è alla base dalla decisione degli analisti. Per quanto riguarda la Cina l’agenzia di rating ha deciso di cambiare l’outlook – il rating rimane pari ad A1 – alla luce dell’andamento robusto dell’economia in un periodo di turbolenza come quello dell’anno scorso. Inoltre i suoi fondamentali forti sul credito potrebbero tradursi in un miglioramento del trend, mentre l’economia sta venendo fuori dagli effetti della recessione globale.

Su Hong Kong invece Moody’s ha rivisto l’outlook a positivo da stabile confermando il rating Aa2. “Considerando lo status speciale che l’area ha all’interno della Cina e a seguito dell’incremento dell’integrazione finanziaria ed economica dell’area con la terra madre cinese, i rating di Hong Kong sono leggermente inferiori rispetto alla forza intrinseca del suo credito”, specifica l’analista Steven Hess.


“La posizione degli investimenti internazionali molto forte ha isolato il Paese dalla crisi finanziaria mondiale e ha ridotto il livello di rischio che la Cina possa affrontare una futura bilancia dei pagamenti in difficoltà”, nota invece Tom Byrne, senior vice presidente di Moody’s. Il record di nuovi prestiti e il pacchetto di stimolo da 4 trilioni di yuan varato per le infrastrutture è stato essenziale per il rimbalzo della terza economia del mondo.


“E’ un altro riflesso del rafforzamento dell’economia cinese”, sostiene David Cohen, economista di Action Economics a Singapore, che ricorda che il consensus è che l’economia del Paese crescerà a un tasso superiore al 9 per cento quest’anno. Il pacchetto di stimoli di Pechino ha avuto un impatto modesto sulle finanze del governo e non ha posto rischi significativi al rafforzamento delle riserve del paese, specifica ancora Byrne.

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