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Ministero del Tesoro: al 5% degli italiani più ricchi quasi il 23% del reddito complessivo

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Il 5% dei contribuenti italiani con i redditi più alti detiene il 22,7% del reddito complessivo. Leggendo il dato da un’altra angolatura si potrebbe evidenziare come tale quota di reddito complessivo corrisponda a una quota maggiore di quella detenuta complessivamente dalla metà dei contribuenti con i redditi più bassi. I dati sono emersi dall’analisi del Dipartimento finanze del ministero del Tesoro, indagine condotta sulle dichiarazioni compilate nel 2013 in base ai redditi del 2012.

Oltre 113.000 italiani hanno dichiarato immobili all’estero per un valore di circa 23 miliardi di euro. I contribuenti con attività finanziarie all’estero sono circa 130.000 per un ammontare di 28 miliardi di euro. Le marcate differenze tra gli italiani più ricchi e quelli più poveri si sono riflesse anche nei redditi.

La metà degli italiani dichiara un reddito non superiore a 15.654 euro. Quelli con redditi fino a 35.000 euro dichiarano il 48% dell’imposta netta totale. Solo il 4,5% dell’imposta totale è stata ottenuta dagli italiani con un reddito superiore a 300.000 euro, cittadini che peraltro sono stati tenuti al pagamento del contributo di solidarietà, pari al 3% della parte di reddito eccedente i 300.000 euro. In numeri: circa 29.000 persone hanno versato mediamente 8.500 euro a testa, per un totale complessivo di 247 milioni di euro.

In base a questi dati è emerso che il reddito medio in Italia nel 2012 è stato di 19.750 euro, in crescita dello 0,5% rispetto al 2011. Il rialzo nella realtà è stato più marcato. Per i redditi 2012 il ministero dell’Economia non ha considerato il reddito da abitazione principale e i redditi fondiari di immobili non locati.

In un contesto politico che vede anche i sindacati appellarsi perché il governo Renzi non si dimentichi di sostenere i pensionati, i numeri emersi dall’analisi condotta dal ministero appaiono stridenti. In 4 anni tra il 2008 e il 2012, complice ovviamente la crisi che nel periodo ha colpito duramente l’Italia, l’unico reddito medio a essere aumentato è stato quello dei pensionati (+4,6%). Per tutte le altre categorie, lavoratori dipendenti (-4,6%), lavoratori autonomi (-14,3%) e imprenditori (-11%) ha dominato il segno meno.