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A Milano si specula su Mps e si prende profitto su Fiat

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Alla Borsa milanese hanno tenuto banco i due “soliti” temi caldi, tutti incentrati sulle banche. In primis, Mediobanca, su cui sembra procedere la scalata degli immobliaristi. La Consob, alla sezione del proprio sito dedicata agli aggiornamenti sulle partecipazioni rilevanti, ha ufficializzato l’ingresso di Danilo Coppola e Luigi Zunino. In particolare, il primo ha in mano una quota del 2,008% dell’istituto di Piazzetta Cuccia, e il secondo ha acquistato il 2,010%. Poco sotto la soglia del 2%, stando a indiscrezioni, ci sarebbero anche l’onnipresente Stefano Ricucci e il collega romano Giuseppe Statuto. Intanto il titolo Mediobanca alla city meneghina ha fatto segnare un nuovo rialzo dell’1,50%. Ma si gioca una partita importante anche intorno a Bnl. “Siamo solo agli inizi”, mette in guardia Francesco Strambini, responsabile dei mercati azionari per Unipol Banca, “poiché la banca romana costituisce un obiettivo strategico non da poco”. Nel mare di chiacchiere e voci di mercato, pare però che Mps si sia chiarita le idee: l’istituto di Rocca Salimbeni avrebbe deciso di non appoggiare Unipol in un’eventuale contro-offerta sulla banca di Via Veneto, ma di uscire dal capitale attraverso un’operazione di mercato. L’eventualità che l’istituto senese possa prendere una simile decisione ha fatto scattare in avanti il titolo Mps, che ha terminato facendo registrare il maggiore rialzo dell’S&P (+3,29%). Bene anche Banca Intesa, Seat Pagine Gialle e ST Microelectronics. Tra le azioni in maggiore flessione si è distinta Fiat (-2,32%), che si è fermata a prendere fiato dopo il balzo della vigilia, che era stato alimentato dalle speranze e adlle aspettative positive legate al nuovo piano industriale che dovrebbe essere presentato a fine giugno-inizio luglio. Seduta debole anche per Banca Popolare di Milano, della quale è stato scambiato fuori mercato lo 0,53% del capitale, e per Luxottica, Saipem e Mediaset. All’interno del settore dei media, per Strambini, sarebbe meglio puntare su L’Espresso. L’azione del gruppo editoriale infatti potrebbe beneficiare del miglioramento della raccolta pubblicitaria su carta stampata cui si dovrebbe assistere anche nel secondo trimestre dell’anno in corso, dopo i già incoraggianti risultati dei primi tre mesi.