Milano e Roma, le città più attraenti e competitive nel panorama immobiliare italiano

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 25/05/2007 - 14:08

Terza edizione dell'Expo Italia real estate e terzo capitolo del rapporto sulla competitività dei mercati immobiliari. Quest'anno il duo Gabetti-Nomisma, che di anno in anno cura con successo questa ricerca, si è presentato nel nuovo polo fieristico di Rho con un rapporto dal titolo "L'attrattività dei mercati immobiliari italiani" che propone una valutazione comparata sulle determinanti immobiliari in 26 delle principali città italiane che costituiscono la parte più dinamica dell'intero settore.

"Anche solo a distanza di un solo anno la classifica si muove - esordisce Dario De Simone, direttore market research & analysis di Gabetti Property Solutions - e lo fa in modo significativo. Questo vuol dire che nelle nostre città la competitività non manca". Ma come spiega il presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini, non è semplicemente il fattore prezzo che incide sulla competitività di un immobile, ma dipende anche dall'attrattività del prodotto stesso.

Sotto la lente d'ingrandimento proprio il tema delle competitività, ma anche grande attenzione sul ruolo attrattivo, dunque, che le principali città del Belpaese possono giocare. Secondo quanto emerge dalla ricerca di Gabetti e Nomisma, Milano e Roma primeggiano con successo in tutte le categorie indagate circa al sistema urbano nazionale, guadagnando rispettivamente anche il primo e il secondo posto nella graduatoria delle realtà più attraenti. Una posizione ai piani alti per le due metropoli rispetto alle buone performance nel contesto umano, grazie alla dotazione di capitale umano e infine al potenziale culturale-ricreativo. In fondo alla classifica conquistano rispettivamente l'ultimo e il penultimo posto due città del sud Italia, Bari e Palermo.

Ruolo di rilevo per il capoluogo meneghino e per la città eterna anche sul fronte della competitività. Un risultato - come si legge nel rapporto - che non suscita particolare sorpresa visto che è indiscussa l'importanza che le due metropoli riflettono nel panorama immobiliare del Belpaese.

"Fatte le classifiche bisogna provare a leggere i fenomeni che si celano". E per spiegare che nella maggior parte dei casi il connubio attrazione/competitività non riesce a convivere sempre pienamente, De Simone ha preso come esempio il caso di Torino. Il capoluogo piemontese è in piena fase di rilancio. È un una città che ha delineato un piano strategico, individuando i punti di forza. Torino ha compiuto questo percorso, con una sorta di "Rinascimento" economico con Fiat e anche grazie all'esperienza delle Olimpiadi. Eppure la città piemontese non si schioda da metà classifica.

Secondo il direttore market research & analysis di Gabetti, queste classifiche pongono degli interrogativi ma mettono di fronte ad alcune responsabilità e sfide. E secondo De Simone sono tre gli ambiti da monitorare: in primis, quello ambientale, ma andando oltre la qualità del verde. Insomma, un occhio vigile a tutto quello che imputiamo alla questione ambientale: dalla lotta all'inquinamento all'impiego di energie rinnovabili. Ma non solo. "Più della metà dell'umanità vive nelle zone urbane", spiega De Simone. "E, infatti, il concetto stesso di "urbano" sta mutando, tanto che la sfida consiste nella creazione di infrastrutture per la mobilità. Un'ultima sfida deve essere raccolta secondo il rappresentante all'Expo Italia real estate di Gabetti, ed è quella relativa i modelli insediativi italiani che registrano ancora dei forti ritardi nel soddisfacimento delle diverse esigenze".

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