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Milano, Parigi e Francoforte, si tratta della superholding

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Entra nel vivo il tentativo di Borsa Italiana di trovare un accordo per la fusione a tre con Deutsche Boerse e Euronext. Il quotidiano francese “La Tribune” ha scritto ieri che Euronext non sarebbe ostile al tentativo di accordo per il quale Milano ha assunto l’iniziativa, soprattutto se Piazza Affari e Francoforte dovessero valutare Euronext più degli 8,1 miliardi di euro sui quali si è concluso l’accordo con il New York Stock Exchange. Bisogna ora riuscire a conciliare le varie posizioni e questo è ciò che Massimo Capuano, amministratore delegato di Borsa Italiana, sta cercando di fare. I francesi infatti non vogliono cedere troppo potere ai tedeschi, che d’altro canto non sono disposti a fare troppe concessioni al popolo d’oltralpe. L’ipotesi al vaglio in questo momento prevede la fusione tra Deutsche Boerse, Borsa Italiana e Euronext e la costruzione di una superholding dei mercati europei, che oltre a possedere i mercati azionari e derivati dei Paesi coinvolti controllerebbe sotto di sé una galassia di subholding destinate a mestieri diversi. Ed è proprio su queste, soprattutto su quella che sarà destinata ai servizi post-trading, che il confronto è più delicato.