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Milano miglior piazza d’Europa sospinta da banche ed Enel

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La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo mettendo a segno la migliore performance tra le principali piazze europee. Il listino milanese, trascinato dal comparto bancario e dal rimbalzo di Telecom Italia, ha snobbato il debole andamento di Wall Street dove serpeggia il timore di una vicina riduzione del quantitative easing della Federal Reserve. Anche il presidente della Fed di Chicago, Charles Evans, ha dichiarato che la Banca centrale Usa potrebbe ridurre già a settembre il piano di acquisto titoli, attualmente a 85 miliardi di dollari. Gli investitori guarderanno quindi con attenzione al discorso di Ben Bernanke, in programma alle 20.30 italiane. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,93% a 16.838 punti, portandosi sui massimi degli ultimi due mesi.
Gli acquisti hanno premiato i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato il 3,42% a 1,028 euro, Ubi Banca il 2,64% a 3,192 euro, Popolare di Milano l’1,815 a 0,38 euro, Intesa SanPaolo l’1,99% a 1,43 euro. Ancora brillante Unicredit (+2,49%) che ieri aveva pubblicato i conti del secondo trimestre, chiuso con profitti oltre le attese a 361 milioni di euro, più che raddoppiati rispetto ai 169 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Dopo numerose sedute in rosso, Telecom Italia è rimbalzata chiudendo con un +4,42% a 0,4918 euro. Nei giorni scorsi il gruppo tlc ha riportato una perdita semestrale di 1,4 miliardi di euro ed è finito sotto la scure di Fitch.
Tra i titoli più brillanti della seduta odierna da segnalare Enel che ha mostrato un progresso dell’1,86%. GTech ha guadagnato lo 0,99% in scia all’upgrade di Citigroup. Gli analisti della banca americana hanno alzato il giudizio sull’ex Lottomatica a buy dal precedente neutral, portando il prezzo obiettivo a 25,5 euro da 20,9 euro. Di contro Mediaset ha tirato il freno dopo il rally delle ultime sedute lasciando sul parterre il 2,75% a 3,39 euro. La giornata di oggi non intacca la performance da capogiro (+125% circa) messa a segno da inizio anno dal titolo del Biscione. Ancora vendite su Pirelli (-1,05%) dopo che ieri la società della Bicocca aveva detto che il target sul risultato operativo 2013 è atteso nella parte bassa del range (a 810 milioni di euro).
Saipem (-2,23% a 15,76 euro) ha pagato il pugno duro della Consob. L’Autorità ha aperto un procedimento di contestazione del bilancio 2012 della controllata di Eni e ha imputato al gruppo di aver reso noto in ritardo il primo profit warning dell’anno, avvenuto a fine gennaio. Secondo la Consob, dal bilancio 2012 di Saipem “sembrerebbero emergere profili di non conformità ai principi contabili internazionali”. In particolare, la Consob si riferisce ai dati contabili di otto commesse. Su tre di questi contratti, l’authority ha individuato criticità “che farebbero ritenere l’esistenza di margini negativi da rilevare nei bilanci 2012 per 130 milioni di euro”. Saipem ha fatto sapere che non sussistono i presupposti per rilevare la nuova perdita.