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Milano guida i ribassi in Europa, Fiat positiva nonostante smentita del deal con Volkswagen

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Prese di beneficio penalizzano le borse europee. Passato l’effetto positivo innescato dal Beige Book, che ha rilevato un miglioramento generalizzato della prima economia dopo una prima parte d’anno difficile, gli operatori hanno approfittato delle tensioni in arrivo dal Portogallo e di quelle legate alla situazione geopolitica per prendere profitto. In agenda macro il dato definitivo relativo l’andamento dell’inflazione europea, salita dello 0,5% a giugno (livello minore da quattro anni e mezzo). Dagli Stati Uniti indicazioni deludenti da permessi di costruzione (0,96 milioni) e nuovi cantieri (0,89 milioni) mentre hanno stupito in positivo le nuove richieste di sussidio di disoccupazione (302 mila) e il Philadelphia Fed (23,9 punti).

Ftse100 e Dax hanno terminato in rosso dello 0,68 e dell’1,07 per cento a 6.738,32 e a 9.753,88 punti. Cali più consistenti per Cac40 e Ibex (-1,21 e -1,17%), scesi rispettivamente a 4.316,12 e 10.543,3. Performance peggiore quella del Ftse Mib, sceso del 2,21% a 20.603,29 punti.

A Milano spiccano le vendite su Telecom Italia (-4,13% a 0,872 euro) dopo il +7,5% di ieri e l’annuncio del collocamento del convertendo di Telefonica. La conversione del bond, emesso per 750 milioni e con scadenza 2017, farà scendere la partecipazione del colosso delle tlc spagnolo all’8,3-9,4% del capitale. Acquisti invece su Fiat (+1,38% a 7,705 euro) che nonostante la smentita delle trattative con Volkswagen ha capitalizzato l’andamento positivo registrato dalle immatricolazioni europee a giugno. Seduta all’insegna degli acquisti per Yoox (+3,99% a 20,83 euro), su cui JPMorgan ha avviato la copertura con valutazione “overweight” e prezzo obiettivo a 25 euro, e per Buzzi Unicem (+0,32% a 12,41 euro) in scia della raccomandazione di acquisto arrivata dagli analisti di Ubs.

Mediobanca (-3,56% a 6,765 euro) in linea con il comparto di riferimento nel giorno in cui è stato modificato il patto di sindacato. Lettera anche su Generali (-2,32% a 15,18 euro) nonostante l’agenzia Moody’s in una nota abbia rimarcato gli aspetti positivi dell’operazione che ha portato alla cessione dell’intera partecipazione in Bsi. Tra i titoli a minore capitalizzazione segnaliamo il +4,53% a 0,75 euro registrato da Pierrel che nel primo semestre ha visto le vendite nordamericane dell’anestetico Orabloc salire dell’85% annuo.

In un contesto di cali generalizzati per i rendimenti dei titoli governativi europei (che si muovono in controtendenza rispetto ai prezzi), lieve segno meno per lo spread Btp-Bund a 162,2 punti base (-0,21%).