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A Milano deboli Popolare Milano e Unicredit

QUOTAZIONI Unicredit
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All’interno del paniere delle 40 blue chip i cali maggiori hanno portato la firma di Banca Popolare di Milano, azzoppata da un po’ di prese di profitto dopo la corsa degli ultimi giorni effettuata cavalcando l’onda speculativa, ma anche di Bulgari, Rcs e Finmeccanica. Quest’ultima ha messo a segno una sessione poco brillante nonostante la notizia che la controllata Ansaldo Energia si è aggiudicata una commessa da 220 milioni di euro da parte di Tirreno Power. La lettera ha inoltre penalizzato Unicredit, dopo che alla vigilia il titolo aveva toccato i nuovi massimi annui chiudendo a un passo da quota 5,80 euro. L’azione dell’istituto di Piazza Cordusio non è riuscita a trarre vantaggio dalle parole del suo numero uno, Alessandro Profumo, che in un’intervista si è detto intenzionato a far diventare Unicredit leader europeo nell’investment banking “valorizzando la base della clientela attuale e creando uno strumento che faciliterà le aggregazioni cross-border delle imprese”. Dall’altra parte della barricata, tra le posizioni di testa dell’S&P, hanno viaggiato Italcementi e Alleanza Assicurazioni.