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Milano completa tris di rialzi, exploit di Mps

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Dopo un avvio cauto Piazza Affari ha ripreso vigore nel pomeriggio sospinta principalmente dalle non farm payrolls Usa lievemente sopra le attese (+155 mila a dicembre rispetto al +150mila atteso con revisione al rialzo delle payrolls di novembre). Inoltre lo spread mantenutosi sui minimi da agosto 2011 poco sopra la soglia dei 270 punti base ha alimentato ancora gli acquisti sui titoli bancari.
Finale d’ottava da incorniciare in particolare per Mps. Il titolo dell’istituto senese ha guadagnato oltre il 12% a quota 0,264 euro. Nessuna notizia in particolare giustifica il rally di Mps, con gli operatori di mercato che parlano di ricoperture sul titolo e dell’onda lunga dell’effetto benefico del calo dello spread Btp/Bund. Mps è la banca italiana maggiormente esposta sui titoli di Stato con in pancia Btp per circa 25 mld di euro e quindi beneficia della ripresa dei prezzi con il Btp decennale ai massimi dal novembre 2010 (rendimento sceso in area 4,2%). Acquisti cospicui anche su Bpm (+5,09%), seguita a distanza da Mediobanca (+1,80%).
Tra gli altri bancari, seduta tranquilla per Unicredit (+0,52%). Dalle comunicazioni Consob è emerso che la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (Crt) ha ridotto la propria quota a poco più del 2,5% rispetto al 3,856% che deteneva al 10 febbraio scorso. In questo modo Fondazione Crt non risulta più primo azionista italiano di Unicredit, preceduta ora da Fondazione Cariverona con il 3,534% e Carimonte Holding con il 3,013%.
Infine ancora una seduta positiva per Fiat (+1,62%) tornata sopra quota 4 euro dopo l’annuncio di avere esercitato la sua opzione di acquistare la seconda tranche della partecipazione detenuta da VEBA in Chrysler, pari a circa il 3,3% del capitale, che le permetterà di salire al 65,17% della casa automobilistica di Detroit.