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Milano chiude sotto la parità, balzo di Telecom alla vigilia dei conti -2-

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Fiat è arretrata dopo la seduta convincente di ieri al traino dei conti di Bmw. Oggi il titolo del Lingotto ha ceduto lo 0,98% a 10,10 euro non sfruttando la scia dei risultati di Toyota, che nel primo semestre fiscale è tornata a macinare utili. Il colosso giapponese dell’auto ha inoltre alzato le stime sull’utile operativo 2010. Tonfo di Unicredit, che ha lasciato sul parterre il 2,75% a 2,12 euro, all’indomani della trimestrale. L’utile netto del secondo trimestre è sceso sotto il consensus a 148 milioni, penalizzato dalla svalutazione dell’avviamento della controllata in Kazakhstan. Questa mattina è arrivato anche il downgrade da parte di Societe Generale che ha abbassato il rating a hold da buy, mentre Jp Morgan ha tolto Unicredit dalla sua Euopean Focus List. Contrastato il resto del comparto bancario: Intesa SanPaolo ha ceduto l’1,42% a 2,60 euro, Monte dei Paschi lo 0,97% a 1,019 euro, Banco Popolare l’1,77% a 4,98 euro. In leggero rialzo Ubi Banca (+0,18% a 8,34 euro) e Popolare di Milano (+0,18% a 4,13 euro).

Campari (+3,24% a 4,22 euro) ha brindato in Borsa sulla scia di una semestrale positiva. Il gruppo attivo nel settore del beverage ha archiviato i primi sei mesi dell’anno con un utile netto di 69,3 milioni di euro, in crescita del 15,2% rispetto ai 60,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Crescita a doppia cifra (+16,7%) anche per i ricavi: 515,7 milioni dai 441,8 milioni di un anno fa. Ottimista sul futuro il Ceo di Campari, Bob Kunze-Concewitz: “per il futuro, ci aspettiamo uno scenario equilibrato in termini di rischi e opportunità. Benché il persistere della volatilità possa impattare l’andamento dei risultati nei prossimi trimestri, rimaniamo ragionevolmente ottimisti riguardo alle nostre prospettive complessive per il 2010”. A2A, volatile dopo la pubblicazione dei conti, ha terminato la seduta con un +0,17% a 1,176 euro. La multiutility lombarda ha chiuso il primo semestre con ricavi in crescita dell’1,7% a 2,86 miliardi di euro, mentre il risultato netto (371 milioni) ha beneficiato della cessione della quota nella svizzera Alpiq.