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Milano chiude in deciso ribasso, crolla mercato immobiliare Usa -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso in deciso ribasso, aumentando le perdite dopo la pubblicazione del dato Usa sulle vendite di case esistenti di luglio, crollate del 27,2% contro attese che indicavano una flessione del 13,4%. La caduta del mercato immobiliare americano ha quindi accentuato i tanti dubbi sulle prospettive dell’economia a stelle e strisce. In Europa la Germania ha confermato il suo ruolo di locomotiva del Vecchio Continente: il Pil tedesco è infatti cresciuto nel secondo trimestre del 2,2%, trainato soprattutto dalle esportazioni e dalle costruzioni. Un dato che rischia però di mettere sotto pressione i titoli di Stati dei Paesi periferici nei confronti del Bund, il cui rendimento è sceso ormai ai minimi storici. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto l’1,58% a 19.694 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dell’1,58% a quota 20.218.

Sul listino milanese hanno particolarmente sofferto i titoli bancari e i cementieri. Goldman Sachs, in una nota uscita questa mattina, ha raccomandato cautela sul comparto bancario italiano abbassando i target price dei principali istituti di credito. Secondo gli analisti della banca d’affari americana è presto per dare una “previsione positiva, tenendo conto delle incertezze della ripresa”. Inoltre, Goldman ha segnalato come il livello degli accantonamenti rimanga elevato. E così Unicredit ha ceduto il 2,51% a 1,903 euro, Intesa SanPaolo lo 0,66% a 2,267 euro, Monte dei Paschi il 2,10% a 0,909 euro, Banco Popolare il 2,27% a 4,42 euro, Ubi Banca il 2,13% a 7,13 euro, Popolare di Milano il 2,40% a 3,55 euro.