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Milano chiude di poco sopra la parità. FCA sopra quota 15 euro

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Superate le incertezze della prima parte, il listino milanese chiude l’ottava di poco sopra la parità. Le indicazioni positive arrivate dai dati macro, il PMI manifatturiero di Eurolandia è salito sui massimi da oltre sei anni a 58,2 punti mentre il corrispondente dato relativo il terziario si è spinto fino a 55,6 punti, hanno fatto passare in secondo piano le tensioni che continuano ad arrivare dal fronte geopolitico.

Tra le banche del listino principale, che ha terminato a 22.530,83 punti (+0,17%), +2,09% di BPER Banca, +0,96% di UBI e +0,81% di Banca Generali, che questa mattina ha annunciato un’intesa con Saxo Bank.

Parità per Intesa Sanpaolo (+0,07%), Banco BPM (0%) e UniCredit (-0,06%). +38,35% delle risparmio a seguito dell’annuncio della prossima conversione. Inoltre, l’istituto di Piazza Gae Aulenti ha approvato l’attribuzione al Cda della facoltà di presentare una propria lista di candidati alla carica di amministratore, l’incremento del numero degli amministratori tratti dalla lista di minoranza, l’eliminazione del limite del 5% all’esercizio del diritto di voto e il trasferimento della sede sociale da Roma a Milano.

Chiusura sotto la parità per Enel (-0,49%) e Telecom Italia (-0,13%) mentre i titoli legati al greggio hanno terminato in ordine sparso (+0,29% per Eni, -0,4% per Saipem e +1,34% di Tenaris). Segno più per il Brent (+0,46% a 56,35 dollari il barile) nel giorno in cui i maggiori Paesi produttori hanno stabilito di aspettare l’inizio del nuovo anno per decidere se estendere l’accordo per il taglio dell’output.

La performance migliore all’interno dell’indice principale è stata quella di Fiat Chrysler (+3,94%), che ha chiuso sopra la soglia dei 15 euro in scia delle voci, rilanciate questa volta dal sito AutoGuide (e già smentite), di una possibile acquisizione da parte del gruppo Hyundai-Kia.

Fuori dal Ftse Mib, segnaliamo il +0,64% di Autogrill, dopo il rinnovo delle concessioni autostradali negli Usa, e il –1,81% della Juventus, che ha chiuso l’esercizio 2016/2017 con un utile netto di 42,6 milioni, in aumento di 38,5 milioni rispetto ai 4,1 milioni precedenti. Il fatturato è salito del 45,1% a 562,7 milioni di euro mentre il risultato operativo è passato da 20,2 a 67,4 milioni. Da inizio anno il titolo ha registrato un incremento di oltre 160 punti percentuali.

Sul valutario, eurodollaro stabile a 1,1961$ mentre il cross con la sterlina guadagna lo 0,56% a 0,8855£ nel giorno dell’intervento della premier britannica Theresa May a Firenze. Il tono della premier è stato fermo, ma conciliante. Anche perché, ha sottolineato, il Regno Unito sta lasciando l’Unione europea, ma non l’Europa.

Il n.1 di Downing Street, ha proposto a Bruxelles un periodo di transizione di due anni per assicurare alle aziende e ai cittadini la stabilità necessaria per superare un momento così delicato. Inoltre, ha assicurato che, in questo periodo, Londra terrà fede ai propri impegni finanziari.