Milano brucia i guadagni della mattinata, volatilità estrema sui titoli bancari

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 24/06/2011 - 13:11

Brusca inversione di tendenza della Borsa di Milano che nel giro di pochi secondi ha bruciato i guadagni della mattinata. Le vendite hanno colpito in maniera violenta i titoli del comparto bancario, con Unicredit che è rimasta sospesa dagli scambi per circa mezz'ora. Adesso l'istituto di piazza Cordusio mostra una flessione del 3,20% a 1,396 euro. Inversione di tendenza anche per gli altri titoli del settore: Popolare di Milano il 3,46% a 1,478 euro, Monte dei Paschi il 3,29% a 0,528 euro, Banco Popolare il 2,31% a 1,52 euro, Intesa SanPaolo il 2,64% a 1,738 euro. A Piazza Affari il Ftse Mib cede lo 0,3% a 19.400 punti, ma nel corso della seduta ha toccato un minimo di 19.067 punti.

Il brusco movimento è avvenuto nel momento storicamente più illiquido nel corso di una seduta borsistica e, secondo operatori contattati da questa testata, il movimento sarebbe partito dall'estero e riguarda in modo particolare l'istituto di piazza Cordusio. Dopo le pesanti perdite in Borsa, gli istituti finanziari tricolori hanno subito ieri sera una bacchettata da Moody's. Una decisione che però non aveva avuto riflessi particolari nelle prime ore di contrattazione. 

L'agenzia di rating ha infatti annunciato di aver messo sotto osservazione il giudizio di 16 banche per un possibile downgrade. Tra queste, Banco Popolare, Carige, Intesa SanPaolo e Mps. Outlook in calo invece su altri 13 istituti, tra cui Credem, Creval e Ubi Banca. Il provvedimento segue la decisione analoga sul rating sovrano adottata venerdì scorso, oltre a quella di qualche giorno fa sulle società partecipate dal Tesoro (Eni, Enel, Finmeccanica, Terna e Poste). Dopo la forte accelerazione ribassista, il primo commento in arrivo dalle sale operative parlava appunto di un rumor circa un downgrade sull'Italia.
 
La mattinata a Piazza Affari era stata caratterizzata da un ritrovato ottimismo grazie ad alcune indiscrezioni arrivate dal fronte greco. Secondo quanto riportato da alcune agenzie internazionali, infatti, i vertici dell'Unione Europea avrebbero raggiunto un accordo di massima per il nuovo piano di aiuti alla Grecia. Inoltre, sempre stando alle indiscrezioni, gli emissari del Fmi-Ue avrebbero approvato il piano di austerity da 28,5 miliardi di euro del Governo ellenico che dovrà però passare in Parlamento il prossimo 28 giugno. Parlamento che sarà chiamato anche a votare un maxi programma di ricapitalizzazioni da 50 miliardi di euro. La giornata però ha preso una piega diversa.

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