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Milano ancora in rosso, nuovo record spread Btp-Bund. Domani Berlusconi parla alle Camere

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Piazza Affari continua a scendere e la pressione sul debito italiano resta elevata. Il differenziale di rendimento tra il Btp decennale e il Bund ha toccato nuovi record a 384 punti base. In sostanza, i Buoni del Tesoro poliennali rendono oltre il 6% e molte case d’affari hanno fissato al 7% la soglia di sostenibilità. La corsa dello spread si riflette soprattutto sui titoli delle banche, le maggiori detentrici del debito nazionale. Il giudizio dei mercati sui principali istituti di credito sono le ondate di vendite delle ultime settimane, nonostante le ricapitalizzazioni e i buoni risultati ottenuti nell’ultima tornata degli stress test. 
 
Anche oggi sono i segni meno a dominare la scena di Piazza Affari: l’indice Ftse Mib cede lo 0,85% a 17.567 punti, mentre il Ftse All Share arretra dello 0,88% a quota 18.285. Ieri il grande tonfo: -3,87% il Ftse Mib, 15 miliardi di euro bruciati in una sola seduta e la capitalizzazione complessiva di Borsa Italiana scesa sotto 400 miliardi di euro. Il cosiddetto “effetto Obama” è durato solo un paio d’ore, poi è tornata la paura di un imminente downgrade sul debito a stelle e strisce. Nel frattempo l’accordo sull’innalzamento del tetto del debito, raggiunto domenica tra i democratici e i repubblicani per evitare il default, ha passato il primo esame del Congresso.


Ieri sera, la Camera ha dato il via libera al piano, con 260 voti favorevoli e 161 contrari. Ora la misura dovrà passare l’esame del Senato, che voterà oggi in modo da rispettare la scadenza del 2 agosto fissata dal Tesoro. Ma a preoccupare i mercati è lo stato di salute dell’economia americana: prima il deludente Pil relativo al secondo trimestre, in crescita dell’1,3% contro attese che indicavano un rialzo dell’1,8%, poi l’Ism manifatturiero di luglio, sceso a 50,9 punti con previsioni a 55 punti.

In questo quadro a tinte fosche, il Governo italiano prova a metterci la faccia. Oggi pomeriggio è stata fissata una riunione del Comitato per la stabilità finanziaria. Al ministero dell’Economia si incontreranno Giulio Tremonti e i rappresentanti di Consob, Bankitalia e Isvap. Ma l’attenzione è già rivolta a domani. Dopo giorni di assoluto silenzio, il premier Berlusconi riferirà sulla crisi economica prima alla Camera e poi al Senato. Giovedì invece è già stato programmato l’incontro tra Berlusconi e tutte le parti sociali: Confindustria, sindacati, Abi e numerose associazioni di categoria, che la scorsa settimana hanno firmato un appello per la crescita.
 
Sulla stampa nazionale si è già iniziato a ragionare sui modi per dare concretezza alla manovra da 48 miliardi di euro, visto che il grosso dei tagli arriverà soltanto nel biennio 2013-2014. Due le ipotesi che, secondo indiscrezioni di stampa, stanno prendendo piede in queste ore: anticipare gli effetti della manovra già dal prossimo anno e un nuovo intervento da circa 30 miliardi di euro da spalmare fino al 2014.