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M.Hewson: l’euro è destinato a restare sotto pressione, ora focus sulla penisola iberica

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La moneta unica non beneficia dell’accordo salva-Irlanda. Dopo un massimo di seduta a 1,3786, in questo momento il cross con il dollaro si attesta a 1,3688, mentre contro la divisa giapponese il cambio scende a 114,34 yen. Da Moody’s, Dietmer Hornung ha preannunciato che il rating “Aa2″ assegnato a Dublino potrebbe subire un forte taglio poiché il pacchetto di aiuti targato Ue-Fmi rischia di ”aumentare il peso del debito” rappresentando un ”credit negative”.

Secondo Michael Hewson di Cmc Markets, la moneta unica è destinata a restare sotto pressione poiché “tra quando si chiede un prestito e quando se ne sottoscrivono le condizioni passa del tempo”. Hewson rileva poi che “dopo il caso greco e quello irlandese l’attenzione ora si sposterà inevitabilmente sul Portogallo, e poi sulla Spagna”, sottolineando “la completa inadeguatezza degli stress test sul sistema bancario europeo”.

Intanto iniziano ad emergere maggiori particolari dell’operazione. Dall’accoppianta Ue-Fmi arriveranno 80-90 mld di euro, 7 mld dalla Gran Bretagna e 500 mln-1 mld della Svezia. Gli aiuti europei avranno una durata di 3 anni e secondo quanto dichiarato poco fa dal Presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker il denaro dovrebbe iniziare ad arrivare a Dublino a partire da gennaio. Per quanto riguarda le polemiche che avevano chiuso la scorsa settimana (corporate tax), l’Ue, la Bce e il FMI hanno deciso di valutare in un primo momento l’entità precisa dell’aiuto per poi capire le migliori misure fiscali da adottare.