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MF Global, la bancarotta influirà negativamente sul mercato delle commodity

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La bancarotta di MF Global e la sua sospensione dalle operazioni di tutte le principali borse mondiali avrà un impatto considerevole sui mercati delle materie prime, almeno fino a quando gli investitori non saranno riusciti a passare ad altri broker. Lo dice il sito internet del Financial Times, notando che, sebbene non si trattasse di una società delle dimensioni di Lehman Brothers, la società dell’ex Goldman Sachs Jon Corzine aveva il suo peso all’interno del mercato delle commodity. Secondo quanto riportato da Bloomberg, infatti, MF Global Holdings aveva dichiarato lo scorso 30 giugno un valore di 2,87 miliardi di dollari in derivati sulle commodity, il 79% dei cuoi contratti totali. 436 milioni di dollari era invece il valore dei derivati forex. Fino al 31 marzo scorso MF Global era la prima società sul Comex e sul Nymex – dove si scambiano i future sui metalli e sull’energia – per volume di scambio basata sul cleared business, stando a quanto dichiarato dalla stessa società sul proprio sito internet. Era anche il primo broker sul Sydney Futures Exchange sull’executed business, il secondo maggior trader sul CME e il terzo sul CBOT, dove si scambiano i futures sulle granaglie. In Europa, MF Global era il terzo maggior dealer sull’ICE Futures Europe, dove si scambiano i contratti sul Brent e sul gasolio. Sul London Metal Exchange – che oggi, insieme alla Borsa di Milano, ha annunciato di aver sospeso MF Global dalle operazioni – la società di brokeraggio apparteneva all’anello di 12 compagnie autorizzate al trading ed era una delle principali in termini di volume.