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Metalli preziosi sulla difensiva in attesa di una settimana impegnativa per le Banche centrali

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La scorsa settimana i metalli preziosi sono ritornati sulla difensiva, con l’assestamento sia delle obbligazioni che delle azioni che ha pesantemente impattato il livello generale di propensione al rischio del mercato. Il meeting delle Banche centrali Federal Reserve e Bank of Japan della prossima settimana dovrebbe dunque offrire ai mercati maggiori indicazioni. La curva americana dei rendimenti si è infatti accentuata verso i massimi da dieci settimane, su una combinazione di aspettative di rialzo dei tassi e una generale riduzione del rischio trainata dal recente picco di volatilità. “Questi due elementi hanno riportato i rendimenti reali americani a dieci anni a un picco pre-Brexit dello 0,20 per cento – spiega di Ole Hansen, head of Commodity Strategy di Saxo Bank – L’impatto negativo dei rendimenti crescenti dei Titoli di stato ha così ostacolato la reazione dell’oro nei confronti della condizione favorevole derivante da una maggior debolezza del dollaro”.
 
Oro sotto pressione
Questo sviluppo può essere meglio apprezzato analizzando l’oro quotato in euro. La combinazione tra oro in calo e dollaro più debole rispetto all’euro ha sospinto all’indietro lo XAUEUR (il tasso di cambio oro/euro) verso il supporto base di  1,170 dollari l’oncia. “Lo sfondamento di tale supporto potrebbe significare un’ulteriore discesa verso 1,153 dollari, il che potrebbe aggiungere ulteriore pressione allo XAUUSD, al momento relativamente stabile”, dice Hansen.
 
Fluttuazione post Brexit
 
Mentre il rischio di un aumento dei tassi da parte del Federal Open Market Committee rimarrà stabile al 20%, la prossima settimana i mercati si manterranno nella persistente preoccupazione che Janet Yellen e colleghi del FOMC possano optare per un cambio di rotta. “Svariati commenti interventisti da parte dei funzionari della Federal Reserve la scorsa settimana avevano lasciato alcuni membri intrappolati nell’ennesimo “no change”, che potrebbe potenzialmente sollevare una questione di credibilità – spiega Hansen – In ogni caso, il mercato dell’oro deve ora prendere una direzione definita, avendo fallito in svariate occasioni di interrompere la fluttuazione post-Brexit”.
 
Quando l’oro cammina, l’argento corre
 
Quanto all’argento ha subìto quest’anno per la seconda volta una correzione pari a oltre il 10 per cento, cioè più del doppio rispetto all’ultima flessione dell’oro. Nonostante ciò il metallo bianco è ancora in crescita del 38% anno su anno rispetto al 25% dell’oro. “Quando l’oro cammina, l’argento corre”, è il commento di Hansen. Che conclude: “L’argento potrebbe rivelarsi doloroso da trattare in fase di correzione, ma si dimostra eccezionale quando i metalli sono in forte ascesa”.