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Metà delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese

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Le famiglie italiane continuano a stringere la cinghia. A rivelarlo è l’ultimo rapporto dell’Istat “Reddito e condizioni di vita” (2005-2006), secondo il quale metà delle famiglie italiane ha guadagnato meno di 22.460 euro, ovvero circa 1.872 euro al mese.
Ristrettezze e sacrifici per i nuclei famigliari del Bel Paese. Nel 2005, le famiglie residenti in Italia hanno percepito un reddito netto, esclusi i fitti imputati, pari in media a 27.736 euro, circa 2.311 euro al mese. Una cifra che sale grazie ai redditi dei cosiddetti “ricchi”. Tuttavia, la realtà è che la maggioranza delle famiglie ha conseguito un reddito inferiore all’importo medio appena indicato, a causa proprio della distribuzione diseguale dei redditi. Nell’indagine, effettuata su un campione di 21.499 famiglie (54.512 individui), rappresentativo della popolazione residente in Italia,l’istituto di ricerca nazionale parla di “reddito mediano netto delle famiglie” per indicare la condizione più amara del 61% delle famiglie italiane.


Passando in rassegna le diverse tipologie familiari, salta all’occhio come sia dura arrivare a fine mese per gli anziani soli, che dispongono di un reddito netto pari a circa 920 euro mensili. Non se la passano meglio le coppie con figli, specie se minori, il cui reddito familiare risulta più basso. La differenza è particolarmente evidente per le coppie con tre o più figli minori, che nel 50% dei casi hanno guadagnato meno mensilmente 2.242 euro al mese.

Se è vero che cresce l’impossibilità di far fronte alle spese impreviste (28,4%), è vero anche che alla fine del 2006, il 14,6% delle famiglie ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Ma non solo. gli italiani hanno difficoltà a far quadrare i conti. Dall’indagine Istat è venuto a galla che in almeno un’occasione il 9,3% delle famiglie si è trovato in arretrato con il pagamento delle bollette e il 10,4% ha dichiarato di non potersi permettere di riscaldare adeguatamente l’abitazione.
Una vera e propria condizione di disagio economica, che peggiora nel regioni del sud della Penisola. Nel 2006, il 21,6% delle famiglie meridionali e insulari è arrivato con grande difficoltà alla fine del mese, mentre la percentuale di coloro che non riescono a fronteggiare una spesa imprevista pari a 600 euro è cresciuta del 41,3%. Inoltre, il 28,6% di questi nuclei familiari non ha avuto soldi per comprare vestiti; il 20,9% non ha potuto riscaldare la casa in modo adeguato; il 19,3% ha avuto difficoltà a pagare le spese mediche; il 15,2% è stata in arretrato con le bollette e un non trascurabile 6,2% dichiara di non aver avuto i soldi per le spese alimentari.


Non si è fatta attendere la risposta delle associazioni in difesa dei consumatori. In prima linea il Coodacons che ha definito “preoccupante” il dato fornito dal rapporto Istat. “Un dato – prosegue il Codacons – che sicuramente si è aggravato nel corso del 2007, anno nel quale si sono registrati rincari e stangate record che hanno impoverito ulteriormente le famiglie italiane, e che rischia di crescere ancora nel 2008 se non si fermerà l’escalation dei prezzi e delle tariffe, e la corsa dei carburanti e dei mutui”. Secondo Carlo Rienzi, presidente dell’associazione, l’unica soluzione possibile è quella di dare un sostegno concreto ai i bilanci familiari con un taglio drastico dei prezzi e delle tariffe di almeno il 10%.