Un mestiere contro la crisi del precariato? Il commesso viaggiatore

Inviato da Redazione il Ven, 18/01/2013 - 14:37
Nel 2012 ha auperato quota 60 mila. E' il popolo degli addetti alla vendita diretta, forza lavoro delle dieci aziende associate Univendita, che ha fatto del commercio a domicilio una risposta contro la crisi.
L'indagine "Vita di un commesso viaggiatore: una professione stabile nell'economia del precariato" effettuata dall'associazione tra 750 incaricati, evidenzia come questo mestiere sia percepito come di facile accesso, fonte di sicurezza e soddisfazione, frutto di una scelta precisa e che si sta dimostrando anticiclico in anni di crisi.
Il campione di incaricati mostra una netta prevalenza della componente femminile (81,3%), la maggioranza di persone coniugate (77%) e una distribuzione anagrafica che colloca gli addetti per il 33,2% nella fascia 45/54 anni, per il 26,3% nella fascia 35/44, per il 17,7% nell'intervallo 25/34 anni e per il 15,1% nell'intervallo 55/64 anni.
Il primo aspetto che emerge dall'indagine è che il 42% degli incaricati è in azienda da oltre 6 anni e un ulteriore 13,1% da 3 a 6 anni. Indicativo il trend nelle fasce dei cosiddetti esodati, ossia chi ha perso il lavoro in età matura, ma è ancora lontano dalla pensione: l'alta percentuale di persone fra i 45 e i 54 anni che lavorano per un'azienda di vendita a domicilio da meno di un anno è pari al 17%, fra 1 e 3 anni del 20%; se ci si sposta alla fascia d'età successiva, fra gli addetti alla vendita di età compresa fra i 55 e i 64 anni, quasi il 10% ha un'anzianità aziendale tra 1 e 3 anni. «Questa è la prova -commenta il presidente di Univendita Luca Pozzoli- che la vendita a domicilio rappresenta un'occasione concreta di impiego con il vantaggio di non avere barriere all'ingresso sia per chi in età matura, come gli over 55, ha perso l'occupazione, sia per i giovani, come gli under 35, alla faticosa ricerca di un lavoro».
Sono inoltre il 57% le persone che hanno intrapreso la professione di venditore diretto a meno di un mese dall'ultimo impiego.
Ma c'è un altro aspetto da considerare nella professione dei commessi viaggiatori del ventunesimo secolo: il fattore soddisfazione. Dall'indagine emerge un grado di soddisfazione altissimo: il 95% degli incaricati, infatti, spende un giudizio positivo sulla propria attività, tanto che oltre un incaricato su tre non cambierebbe lavoro neppure per un posto fisso da dipendente.
COMMENTA LA NOTIZIA