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Merrill Lynch: la recessione Usa è un male necessario

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Solo l’11% degli economisti lo scorso settembre prevedeva una recessione degli Stati Uniti. Ora invece a ritenere che gli States abbiano innescato la retromarcia sarebbero circa il 20% degli esperti del settore. Gli analisti di Merrill Lych, che ha accusato perdite sui subprime tali da condurre alla sostituzione del ceo, Stanley O’Neill, ritengono di aver previsto tutto già lo scorso anno. Le “mani di forbice” della Fed non stanno sortendo gli effetti sperati sull’economia statunitense, che a fatica si trascina fuori dal pantano dei crediti. Secondo gli esperti della merchant bank, tuttavia, la recessione sarebbe la naturale conseguenza di quanto sta accadendo, una sorta di benefico time-out dello zio Tom, intento a leccarsi le ferite prima della ripartenza. Storicamente si sono infatti avute recessioni ed espansioni in ugual numero, con la differenza che le prime di solito durano meno. Niente panico dunque, non siamo in vista dell’Apocalisse ma di una spuntatina agli eccessi dell’economia a stelle e strisce. Tempo di guardare alla qualità per gli investitori che, consci del fatto economia e mercati procederanno a braccetto verso la recessione, si arroccano su strategie ultra-difensive.

Alessandro Chirchiglia