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Merrill Lynch: gestori più pessimisti sul futuro del dollaro

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Il recupero dell’euro sul dollaro ha messo sotto scacco gli investitori europei, nel senso che ha cominciato a mettere sotto pressione i conti delle aziende votate all’esportazione della macro- regione. Da inizio anno, la valuta Usa si è apprezzata dell’8,35% e solo nell’ultimo mese e mezzo la scalata è stata del 6%.

Alcuni analisti sostengono che l’attuale livello del cambio euro/ dollaro potrebbe essere sufficiente a mantenere sotto controllo i tanto temuti deficit Usa, ma la maggior parte dei gestori di fondi non la pensa così. L’ultima inchiesta mensile realizzata dalla banca d’affari Usa su un campione di 204 money manager di tutto il mondo, ha registrato una netta crescita dei gestori che si aspettano un’evoluzione negativa del dollaro nei prossimi mesi.

Il risultato finale evidenzia che i gestori sono più pessimisti che mai sull’evoluzione futura del biglietto verde. Il 76% ha affermato di credere in una sensibile svalutazione del dollaro nei prossimi dodici mesi, e solo il 10% scommette su una prossima rivalutazione del dollaro. Il saldo netto si ferma al 66%. La metà di questo saldo sostiene che il biglietto verde è sopravvalutato. Il 16% dei money manager ha affermato che il dollaro è sottovalutato.

Il gruppo di gestori che sostiene la sopravvalutazione del biglietto verde, precisa che il processo di svalutazione seguirà il suo naturale percorso senza subire battute d’arresto correlate all’evoluzione rialzista dei tassi di interesse statunitensi. E il 27% degli esperti ritiene che la politica monetaria del Tesoro Usa sia ancora eccessivamente espansiva. Gli investitori cominciano a credere che la curva dei tassi Usa andrà incontro ad un irrigidimento nei prossimi mesi.

Il pessimismo comincia a farsi strada in molte delle risposte fornite dagli esperti intervistati da Merrill Lynch. I gestori si aspettano un rallentamento dell’economia globale. Il 64% del campione pronostica che l’inflazione core sarà più elevata nei prossimi mesi ( la percentuale era ferma al 47% nell’inchiesta realizzata in aprile.

L’incremento dei money manager che credono in un rallentamento della crescita economica mondiale, è uno dei risultati più sorprendenti che emergono dall’inchiesta di maggio. Il 14% prevede che il quadro macro- economico generale peggiorerà nei prossimi dodici mesi ( rispetto al 5% rilevato ad aprile).

L’indicatore più visibile dell’inquietudine degli investitori istituzionali è il calo della propensione al rischio. In tal senso, l’inchiesta dimostra l’aumento della percentuale di gestori ( passata dal 4% all11%) che ha affermato di voler adottare strategie future caratterizzate da un livello di rischio inferiore alla media. Il 20% degli interpellati sostiene che continuerà a mantenere un portafoglio permeato da un livello di rischio ‘normale’. Il 18% ha optato per un sovra- peso della liquidità ( nella precedente inchiesta il peso di questo gruppo raggiungeva l’11%). A cura di www.fondionline.it