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Mercato soppesa rischio governo M5S-Lega: spread sale, Ftse Mib tiene. Tonfo per Enel e Banco Bpm

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Gli ultimi sviluppi politici, con l’accordo per governo Lega-M5S che appare molto vicino, non scuotono per il momento il mercato con però lo spread in ulteriore allargamento. A Piazza Affari per il momento predomina la prudenza dopo la buona seduta della vigilia durante la quale si è concretizzata la richiesta di Lega e M5S al Quirinale di aspettare ulteriori 24 ore per pervenire ad un possibile accordo di governo.

L’alleanza M5S-Lega avrebbe una maggioranza risicata al Senato (167 seggi su un totale di 318) e più ampia alla Camera (346 seggi su 629).
Ieri sera il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha ufficialmente dato il suo ok a un governo M5S-Lega. Un esecutivo che non avrebbe, precisa l’ex premier, la fiducia di FI.

Sergio Mattarella prima di dare il via libera all’asse M5S-Lega probabilmente metterà dei paletti ben precisi facendo un forte richiamo al rispetto dei vincoli di bilancio imposti anche dalla costituzione (art. 117 vincola il legislatore agli obblighi europei e internazionali e l’art. 81 sul pareggio di bilancio).

Tra i nomi  che circolano per l’incarico di premier spiccano, tra gli altri, quelli di Giulia Bongiorno ed Enrico Giovannini (ex presidente Istat ed ex ministro del Lavoro).

 

Spread sfiora 140 pb, il Ftse Mib tiene

Oggi la reazione del mercato vede lo spread Btp-Bund spingere al rialzo con un picco a 139 punti base dai 131 pb della vigilia. Si tratta dei massimi da marzo.

Composta invece la reazione del Ftse Mib che si muove in lieve rialzo (+0,12% a 24.295 punti) con volatilità abbastanza pronunciata nella prima ora di contrattazioni. Il mercato, ben intonato ieri, vede probabilmente nell’ipotesi di un governo M5S-Lega “la possibilità di evitare l’aumento dell’Iva con anche una politica fiscale più espansiva“, afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners.

Sprint per il titolo Poste Italiane che sale di oltre il 3% a quota 8,352 euro – sui nuovi massimi storici – in scia ai conti trimestrali oltre le attese.

In prima fila anche Unicredit (+2,45%) che festeggia i conti del primo trimestre con utile netto a 1,1 miliardi di euro, ben oltre i 766 mln del consensus. Si tratta del miglior primo trimestre dal 2007. Confermati gli obiettivi del piano Trasform 2019.

 

Delude la trimestrale di Banco Bpm

Sul fronte opposto arranca Banco Bpm (-3% a 2,97 euro) dopo i conti del primo trimestre che hanno evidenziato un utile netto di 223 milioni di euro dai 115 mln del primo trimestre 2017. Il consensus FactSet indicava utili a 251 mln. I crediti deteriorati risultano in calo di 1,7 mld rispetto a fine 2017.

Male anche Enel che cede il 2% circa nonostante il primo triemstre 2018 abbia evidenziato un utile netto a 1,17 mld (+18,9%) grazie al miglioramento del risultato operativo anche alla riduzione degli oneri finanziari netti e al minor carico fiscale in Italia.