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Il mercato snobba il lusso nonostante le ottime trimestrali

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Circa un terzo delle società del lusso hanno già diffuso i dati trimestrali e quelle rimanenti li pubblicheranno a breve. Nonostante il sentiment sia piuttosto negativo nei confronti del settore, la maggior parte delle società ha battuto le aspettative riguardo alle vendite in Cina (che è stata una piacevole sorpresa), mentre più deludente delle attese si è rivelato il dato relativo agli Stati Uniti. “Molte società del lusso come Richemont e Burberry hanno riportato numeri e commenti positivi sulla Cina, facendo supporre un migliore trend di vendite“, conferma Scilla Huang Sun, responsabile delle strategie azionarie sul lusso di GAM. Che aggiunge: “I brand del lusso che vantano una buona gestione sono molto profittevoli e generano parecchio free cash flow e dividendi crescenti: questo trend dovrebbe continuare, come testimonia LVMH, che ha appena aumentato il dividendo dell’11%, con il rendimento dei dividendi dei titoli azionari del lusso che sono avanzati lentamente fino a superare il 2%”.
Americani a Parigi
Quanto ai mercati, Hong Kong rimane tra i più competitivi, nonostante i turisti cinesi comincino a preferire destinazioni più economiche come il Giappone, la Corea e l’Europa. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’outlook è stato sorprendentemente cupo a causa del rallentamento dell’economia nel quarto trimestre. “Alla luce del rafforzamento del dollaro – dice Huang Sun – stiamo assistendo, per la prima volta dopo tanti anni, a un’ondata di turisti americani verso l’Europa. Allo stesso tempo, l’upper class brasiliana non sta viaggiando verso gli Stati Uniti a causa della svalutazione del real, secondo fattore che ha inciso sulla flessione delle vendite negli Usa”. Huang Sun sottolinea l’importanza di monitorare sempre più attentamente ogni cambiamento nei flussi turistici, poiché rappresentano il 30-40% delle vendite nel settore del lusso.
LVMH scintilla
Una società che ha deluso le aspettative è Tiffany, molto esposta verso gli States. Al contrario LVMH, un titolo benchmark nel lusso, ha battuto le aspettative sia come ricavi sia come utili. Tra tutti, spicca il risultato di Louis Vuitton, il gioiello del gruppo, nonostante un clima macroeconomico a dir poco sfidante. Il mercato rimane tuttavia cauto nei confronti dei titoli del lusso, decisamente troppo secondo gli analisti di GAM: “Crediamo che il mercato sia troppo negativo verso la Cina – conclude Huang Sun – Gli analisti si sono concentrati sui deboli dati manifatturieri cinesi, ma il settore dei servizi e le vendite al dettaglio sono rimasti solidi, con crescite tra il 10% e l’11% negli ultimi mesi“.