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Il mercato si attende un Trichet più falco, il focus sarà su prospettive inflazione

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Cresce l’attesa per il meeting odierno della Bce. I tassi sono attesi ancora una volta fermi all’1%, ma dalle parole di accompagnamento alla decisione dovrbbe emergere una posizione più dura della banca centrale europea per far fronte al caro petrolio che ha portato l’inflazione oltre il target. Aumento duraturo dei prezzi del greggio che potrebbe anche avere effetti negativi sulla crescita dell’eurozona.


Il particolare il mercato si attende che il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, ponga l’accento sull’intenzione della Bce di mettere mano sui tassi nei prossimi mesi se si concretizzerà un ulteriore aumento delle pressioni sui prezzi.


“Non è previsto alcun cambiamento di marcia sia in termini di refi rate sia di misure non convenzionali di liquidità – rimarca Barclays Capital –  Anche se non pensiamo che la BCE alzerà i tassi, ci aspettiamo una conferenza stampa “hawkish” della Bce nel contesto del continuo aumento delle aspettative di inflazione, in particolare per i consumatori e mercati finanziari”. Trichet potrebbe anche segnalare che alcuni membri considerano i tassi di interesse non più adeguati (facendo riferimento alla decisione adottata “per consenso” piuttosto che “all’unanimità”). La banca d’affari britannica ritiene che l’attuale contesto comporterà una revisione al rialzo delle previsioni sull’inflazione (al 2,3% nel 2011 e 1,8% nel 2012, dal 1,8% e 1,5%, rispettivamente delle proiezioni di dicembre) e di quelle sul pil (a 1,8% sia per il 2011 e il 2012 da 1,4% e 1,7% nel dicembre 2010).


La prima lettura flash dell’inflazione di febbraio nell’eurozona ha evidenziato un rialzo al 2,4% annuo dal 2,3% di gennaio, sui nuovi massimi a oltre 2 anni. Inoltre questa settimana è arrivato il balzo mensile record dei prezzi alla produzione dell’eurozona (+1,5% m/m e +6,1% a/a) che fa presagire l’aumento delle pressioni sui prezzi nei prossimi mesi. Surriscaldamento legato principalmente all’aumento dei prezzi energetici, ma anche escludendo la componente “costruzione ed energia” l’indice ppi ha segnato un aumento dello 0,8% su base mensile e del 3,9% su base annuale. “Anche quest’ultimo dato agiterà la discussione della riunione della Bce “, hanno rimarcato gli analisti di Ing, precisando: “Non crediamo che la Bce sia comunque pronta ad avviare una politica restrittiva – rimarcano gli esperti della banca olandese – con gli stress test bancari alle porte e ancora molte incertezze riguardo la gestione del debito pubblico dei Paesi, l’istituto diffiderà nel fare una mossa di questo genere”. Secondo Ing il primo rialzo dei tassi di interesse da parte dell’istituto guidato da Trichet si vedrà solo nel quarto trimestre dell’anno.


Intanto oggi il cross euro/dollaro viaggia in area 1,386 $, poco sotto i massimi da novembre toccati alla vigilia. “L’euro, dopo aver oltrepassato ieri la resistenza tecnica posta a 1,3860, si prepara a registrare ulteriori guadagni oggi in concomitanza con le parole di Trichet – rimarca Michael Hewson, analista di CMC Markets – con il consensus degli analisti prevede che il presidente della Bce possa non escludere un prossimo rialzo dei tassi per contrastare l’inflazione. Dall’altro lato un Euro più forte determinerebbe automaticamente per i Paesi periferici la consapevolezza di essere denominati in una moneta ormai sopravvalutata rispetto alle loro capacità economiche”.