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Il mercato premia Generali, deboli Intesa e Alleanza

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Due le storie rilevanti che a Milano hanno tenuto banco destando l’interesse della comunità finanziaria. Innanzi tutto, quella di Generali, che in mattinata ha alzato il velo sui risultati preliminari riferiti al 2005 e sugli obiettivi del nuovo piano industriale 2006-2008, presentato poi nel pomeriggio dal management alla comunità finanziaria. I dati preliminari 2005 hanno evidenziato un utile consolidato di 1,918 miliardi di euro, in progresso del 15% rispetto all’esercizio precedente. Non previsto nel nuovo piano il tanto chiacchierato acquisto delle minority di Alleanza. Il consiglio di amministrazione del Leone di Trieste ha invece dato il proprio benestare all’acquisto delle quote di minoranza di Amb Generali attraverso un’offerta volontaria in contanti per il 29,1% del capitale della società attualmente non posseduto dal gruppo, per un controvalore massimo di 1,5 miliardi di euro. L’offerta è pari a 98 euro per azione. “Si tratta per noi”, ha affermato uno degli amministratori delegati di Generali, Giovanni Perissinotto, nel corso della presentazione alla comunità finanziaria del nuovo piano industriale, “di un prezzo equo, che costituisce un premio del 19% rispetto alle quotazioni dell’ultimo mese e di oltre il 30% rispetto a quelle dell’ultimo anno”. Il management del Leone triestino si è detto fiducioso in generale che il riacquisto di minority progettato nel nuovo piano andrà a buon fine, grazie ai “prezzi corretti”. A margine della presentazione del nuovo piano triennale, Perissinotto ha inoltre fatto sapere che la compagnia assicurativa “ha la possibilità di salire fino al 9% del capitale di Banca Intesa e non vuole lasciarsi sfuggire questa opportunità”. A Piazza Affari, Generali (+7,15%) ha preso bene le news contenute nel nuovo business plan, mentre Alleanza (-1,91%) ha terminato in ribasso. L’altra storia della giornata è rappresentata da Intesa (-0,32%), che, dopo una prima parte di sessione positiva, ha innestato la retromarcia in corrispondenza dell’uscita dei dati riferiti al 2005, che pare abbiano mostrato un utile dell’ultimo trimestre dello scorso anno inferiore alle attese degli analisti. Nel quarto trimestre 2005 il gruppo Banca Intesa ha fatto registrare un utile netto consolidato di 1,180 miliardi di euro, in deciso progresso sia rispetto ai 645 milioni del trimestre precedente sia rispetto ai 487 milioni dell’analogo trimestre 2004. Ciò che avrebbe fatto storcere il naso alla comunità finanziaria sarrebbe però il fatto che i risultati hanno beneficiato soprattutto dei proventi straordinari legati alla cessione di Nextra a Credit Agricole. Sull’S&P/Mib in deciso rialzo anche Telecom Italia (+3,21%), che ha cavalcato l’onda della maxi-fusione della statunitense At&T, ma denaro anche su Pirelli (+1,89%) e Mediobanca (+2,55%). Tra le peggiori performance da segnalare invece quelle di Bulgari (-1,03%) e di Mediolanum (-0,81%). Quest’ultima ha risentito del downgrade a “neutral” operato dagli analisti di Merrill Lynch.