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Mercato immobiliare: prezzi e vendite in calo, agenti sempre più pessimisti (Banca d’Italia)

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Il mercato immobiliare italiano testa debole anche nel terzo trimestre 2011. Lo dice il sondaggio congiunturale sulla compravendita di case pubblicato ieri da Banca d’Italia, effettuato intervistando 1.524 agenti immobiliari in tutta Italia.
Il risultato è che nel terzo trimestre 2011 la quota di agenti che hanno segnalato una diminuzione dei prezzi è cresciuta al 51,2 per cento dal 46,8 della precedente indagine, ed è diminuita l’incidenza di coloro che hanno
indicato un aumento delle quotazioni (da 1,3 a 0,9).
La percentuale di agenzie che nei mesi estivi hanno venduto almeno un immobile si è ridotta al 65,5 dal precedente 69,3; flessione osservata su tutto il territorio nazionale.
Per quanto riguarda l’andamento dei nuovi incarichi a vendere, il saldo tra le quote di agenzie che segnalano un aumento rispetto al secondo trimestre dell’anno e di quelle che ne riportano una diminuzione è aumentato a 15,1 punti percentuali (da 12,1), in connessione soprattutto con gli andamenti osservati nelle aree non urbane. Le ragioni per cui gli incarichi a vendere vengono sospesi sono varie, ma i due terzi degli intervistati hanno riportato che ciò avviene per l’assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi percepiti come troppo elevati. Sono aumentate le quote di operatori che indicano anche proposte di acquisto a prezzi giudicati troppo bassi dal venditore (54,5 per cento dei casi contro il 52,0 rilevato in luglio), difficoltà nel reperimento del mutuo (55,3 per cento contro 51,9) e attese di prezzo più favorevoli (22,3 per cento contro 21,9).
Nel terzo trimestre del 2011 il margine di sconto dei prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali si è lievemente ampliato, al 12,5 per cento (12,1 nella precedente indagine; Tavola 6); il rialzo si è concentrato nelle aree urbane (al 12,3 per cento, dall’11,3).
La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario sarebbe scesa di oltre 5 punti percentuali rispetto alla scorsa indagine, al 67,1 per cento (da 72,6).
La percentuale di agenti che riportano un peggioramento delle prospettive a breve del mercato nazionale è infine aumentata al 43,1 per cento (dal 34,8 della rilevazione precedente).