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Mercato immobiliare, calano i prezzi ma gli italiani ora preferiscono l’affitto

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L’acquisto di una casa è un sogno sempre più lontano dalla mente degli italiani, ma non perché sia cambiato un tratto culturale che da decenni caratterizza il nostro Paese. Semplicemente, perché sempre meno persone possono permettersi un acquisto. E dunque si ripiega sull’affitto.
Lo evidenzia uno studio di Immobiliare.it, che, analizzando oltre 700.000 annunci presenti quotidianamente sul sito delinea come da gennaio a giugno, il prezzo medio di vendita delle abitazioni nei capoluoghi italiani sia sceso del 2,7%, eppure nel primo semestre 2012 la domanda di immobili in locazione è cresciuta a un ritmo due volte superiore rispetto a quella degli immobili in vendita.

Il calo dei prezzi dunque non basta ad invogliare gli italiani all’acquisto della propria abitazione, soprattutto in presenza di diversi fattori tra cui la difficoltà ad ottenere un mutuo presso le banche e la nuova tassazione IMU per immobili inutilizzati, che spinge i proprietari ad affittare le seconde case per poterne ricavare un reddito, o per ovviare all’impossibilità di vendere.

Le rilevazioni sul fronte della domanda di compravendita indicano comunque un trend positivo, interrotto solo nel mese di giugno, che ha portato a una crescita complessiva della domanda del 10%. Un dato positivo, ridimensionato però se confrontato con il ritmo di crescita (doppio) della domanda di appartamenti in locazione. Anche sul fronte dell’offerta di case in vendita si registra un incremento deciso (+9%), ma, ancora una volta, inferiore a quello che ha interessato gli affitti (+16%).

Dal punto di vista sia geografico la maglia nera dei prezzi spetta al Sud e alle isole – con la Sardegna che raggiunge quasi il -7%, seguita da Basilicata e Puglia che si attestano a -4% – anche se al Nord non va meglio, con decrementi che superano il 5%, fatta eccezione per Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige dove si segnalano dati positivi. Solo il Centro Italia sembra tenere: qui il livello di decrescita si arresta all’1,1% e l’Abruzzo – unica regione italiana – segna dati positivi in ogni Provincia.