Mercato del lavoro spinge il dollaro

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Seconda parte con il segno più per il biglietto verde in scia dei dati relativi tasso di disoccupazione e nuove buste paga nei settori non agricoli a giugno: il primo ha fatto segnare un inatteso calo dal 6,3 al 6,1 per cento (minimo dal settembre 2008) mentre il saldo delle payrolls è risultato positivo per 288 mila unità (consenso +210 mila). Indicazioni rialziste per il greenback arrivano anche dal deficit della bilancia commerciale, sceso a maggio da -47 a -44,4 miliardi, mentre le nuove richieste di sussidio, passate da 313 a 315 mila, si sono mosse in linea con le stime.

“Le figure odierne, insieme ai dati arrivati nelle ultime due settimane dal comparto immobiliare, continuano a mostrare un certo rafforzamento dell’economia a stelle e strisce che dovrebbe proseguire nei prossimi mesi”, ha detto Vincenzo Longo di IG. “La Fed a questo punto -continua l’esperto- potrebbe e dovrebbe accelerare l’uscita dal piano di acquisti titoli nei prossimi mesi, per pensare poi di alzare i tassi entro il primo trimestre del 2015”.

Proprio in vista di un’accelerazione del tapering l’indice del dollaro si è spinto fino a 80,6 punti, il livello maggiore da due settimane. In rosso l’eurodollaro che passa di mano a 1,3602 visto che nel confermare il costo del denaro allo 0,15% la Bce, per bocca del chairman Draghi, ha confermato la determinazione dell’Eurotower a mettere in campo nuove misure espansive nel caso in cui l’inflazione dovesse confermarsi a livelli bassi per un “prolungato periodo di tempo”. Greenback mostra i muscoli anche contro la sterlina, il cable passa di mano a 1,7135 usd, e rispetto alla divisa nipponica, con il ninja tornato sopra quota 102.