Mercato degli Etf a tutta birra in Italia e in Europa

Inviato da Carlotta Scozzari il Mer, 14/02/2007 - 18:03

Il mercato italiano degli Exchange traded fund (Etf) va a gonfie vele. E' quanto emerso dalla conferenza stampa di questa mattina, in occasione del lancio da parte di Deutsche Bank di sette db x-trackers Exchange traded fund (Etf), uno sull'indice di piazza Affari, S&P/Mib, uno sull'indice svizzero Smi, uno sul paniere europeo Dj Euro Stoxx50, uno sull'Msci Usa, uno sull'Msci Japan, uno sull'Msci Europe e uno sull'Msci World. I sette strumenti saranno quotati in Borsa italiana a partire dal 15 febbraio. "Questo è un passo fondamentale nella nostra strategia, che ha come obiettivo quello di diventare protagonisti nel mercato degli Etf in Europa", afferma Garth Ritchie, responsabile di Global markets equity per l'Europa di Deutsche Bank. La banca d'affari tedesca, come spiega Thorsten Michalik, responsabile Etf Europa per Deutsche Bank, è infatti convinta che il mercato degli Exchange traded fund del Vecchio continente sia destinato a crescere a ritmi vertiginosi, ad esempio perché in Europa il meccanismo del cosiddetto "fee based advisory" non è ancora molto sviluppato e perché gli investitori privati non sono ancora attivi su questo fronte. Gli Etf offrono la possibilità di effettuare una vasta gamma di investimenti, per fronteggiare diverse esigenze, a partire dal trading, passando per l'hedging, senza contare che sono anche una valida alternativa ai derivati.

Ma se il mercato europeo degli Etf è visto in crescita e ha tutte le potenzialità per svilupparsi, Piazza affari in questo processo gioca un ruolo di primo piano. Mauro Giangrande, responsabile della quotazione degli Etf in Borsa italiana, spiega come anche il numero di strumenti negoziati nel Belpaese sia destinato a crescere. E ciò nonostante che negli ultimi tempi siano già stati registrati forti tassi di crescita: dal 2005 al 2006 il mercato italiano degli Etf è circa raddoppiato in quanto a controvalore, passando da 8,73 a 17,44 miliardi di euro, mentre il numero di contratti è salito del 115%, da 359.564 a 774.066. E il mese di gennaio ha dato segnali persino migliori: nel primo mese del 2007 la media giornaliera in termini di controvalore ha sfiorato i 100 milioni di euro, contro una media giornaliera di 68,7 milioni nel 2006. Se si considera il totale di controvalore scambiato, Borsa Italiana rispetto alle altre piazze europee attive nella negoziazione di Etf mantiene una quota di mercato intorno al 14%, mentre risulta essere la vera regina d'Europa laddove si consideri il numero di contratti eseguiti. In questo caso infatti la quota di piazza Affari risulta pari al 52%, più della metà degli scambi di Etf che hanno luogo sui mercati del Vecchio continente.

Giangrande spiega a Finanza.com che la motivazione del primo posto dell'Italia in quanto a numero di contratti è da ricondurre alla forte presenza nel Belpaese di investitori retail, "anche se va sottolineato che sono sempre gli investitori istituzionali a muovere le maggiori somme di denaro". Per quanto concerne le novità attese a piazza Affari, Giangrande anticipa che Borsa italiana si sta adeguando alla regolamentazione per permettere la quotazione di prodotti innovativi e sofisticati, come gli Etf strutturati o gli Exchange traded commodities (Etc). Questi ultimi sono, di fatto, Etf sulle singole materie prime e non, come accade ora, Etf che hanno come sottostante un paniere che raccoglie le quotazioni di diverse commodity. "Speriamo di potere partire con questi nuovi strumenti - rivela Giangrande - già da fine marzo-inizio aprile".

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