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Mercato auto Italia: Promotor vede un +5,5% nel 2015. Domani al via Motor Show di Bologna

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Si prospetta per il mercato auto in Italia un 2015 in leggera accelerazione (+5,5% annuo) con vendite a quota 1.430.00, dopo una moderata crescita (+3,9%) di quest’anno. Questa la stima presentata da Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, in occasione della conferenza stampa in apertura della giornata stampa e operatori del 39° Motor Show di Bologna, le cui porte si spalancheranno al pubblico a partire da domani 6 dicembre fino al prossimo 14 dicembre. Dopo la caduta delle vendite determinata dalla crisi economica che ha portato le immatricolazioni da 2.493.106 del 2007 a 1.304.345 del 2013 (-48%), il 2015 sarà il secondo anno in recupero. Anche il 2014, spiega Quagliano, chiuderà infatti in positivo con un bilancio stimato in 1.355.000 immatricolazioni e una crescita del 3,9%. “Ci si può chiedere come sia possibile che il mercato dell’auto recuperi mentre il quadro economico continua ad essere negativo. La ragione di fondo – dice il presidente – è che in tutto il mondo dell’auto non si può fare a meno e ciò vale in particolare per il nostro Paese“.
 
Il numero uno del Centro Studi Promotor vuole sottolineare che il risultato del 2015, positivo ma ancora molto lontano dai livelli ante-crisi, non sarà una conseguenza della ripresa economica, che ancora non si delinea, ma deriverà essenzialmente dal fatto che la domanda di sostituzione, troppo a lungo compressa negli ultimi anni, sta determinando un moderato incremento delle immatricolazioni.
 
Secondo Quagliano infatti, “moltissimi italiani hanno rinviato la sostituzione dell’auto, ma non si sono certo disfatti della loro vecchia vettura continuando ad utilizzarla ricorrendo alle cure delle officine e in condizioni di crescente insicurezza, per la semplice ragione che alla loro auto non avevano alternative di trasporto praticabili. Il parco circolante è rimasto così invariato, ma senza le sostituzioni necessarie. La conseguenza è stata che le auto circolanti sono fortemente invecchiate (l’età media dal 2007 al 2013 è passata da sette anni e sei mesi a nove anni e nove mesi) e oggi vi è quindi una quota crescente di autovetture che devono essere necessariamente sostituite. Da qui la spinta alla ripresa verificatasi nel 2014, spinta che è altamente probabile che continui ad operare anche nel 2015″.
 
Quagliano ci tiene però a precisare che “se tuttavia il Governo mostrasse finalmente e concretamente una qualche disponibilità nei confronti del settore dell’auto, il quadro previsionale del 2015 potrebbe migliorare sensibilmente. Un primo segnale di disponibilità il Governo potrebbe dimostrarlo trovando il modo di evitare che scatti dal 1° gennaio la clausola di salvaguardia che dovrebbe far aumentare le accise sui carburanti del 2,5-3%“, conclude Quagliano.