1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Mercato auto ancora in affanno in Europa, Fca in linea. Le ragioni di questo nuovo calo

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Terzo mese consecutivo in frenata per il mercato europeo dell’auto. A novembre le immatricolazioni nell’Unione europea+Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) hanno registrato una flessione dell’8,1% a quota 1.158.300 unità. Resta positivo il bilancio dei primi 11 mesi dell’anno che vede le vendite registrare un moderato rialzo dello 0,6% a 14.585.417 milioni di vetture.

Tre principalmente i fattori che hanno inciso sulla flessione di novembre. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor (Csp) le immatricolazioni di novembre sono state impattate dall’entrata in vigore a settembre del nuovo sistema di omologazione WLTP; il quadro economico della zona euro in rallentamento in coerenza con la dinamica dell’economia mondiale su cui pesano l’incertezza delle politiche commerciali e l’andamento dei mercati finanziari; e infine la demonizzazione del diesel che sta determinando un rallentamento nelle decisioni di sostituzione di vecchi diesel con effetti negativi anche sull’ambiente.

UN CALO GENERALIZZATO

Il mercato più importante della pattuglia dei primi cinque, quello tedesco, ha accusato il mese scorso un calo pesante (-9,9%) e nel consuntivo gennaio-novembre riduce il margine sullo stesso periodo dello scorso anno allo 0,4%. Il secondo mercato dell’area, quello del Regno Unito, cede invece il 3% in novembre su cui pesa anche l’incertezza della Brexit e l’introduzione a partire dall’aprile 2017 di una nuova tassazione ecologica che colpisce le emissioni di CO2 delle autovetture. Il mercato dell’auto cala anche in Francia (terzo mercato europeo): la contrazione di novembre è del 4,7%.
Il mercato italiano, quarto del gruppo dei grandi, è in calo in novembre del 6,3%. Il Centro studi promotor mette in evidenza come nel 2018 si è arrestata nel nostro Paese la vigorosa ripresa del mercato dell’auto decollata nel 2015 dopo la gravissima crisi che aveva portato le immatricolazioni nel 2013 al di sotto del livello ante-crisi del 47,7% e dopo la stabilizzazione su bassi livelli nel 2014. La causa principale della mancata crescita del 2018 è da ricercarsi nel rallentamento della ripresa dell’economia che sta culminando con una ormai più che probabile entrata in recessione del nostro sistema economico.

FCA CONFERMA LA QUOTA DI MERCATO

Tra le maggiori case automobilistiche europee sono i segni meno a farla da padrona a novembre. A cominciare dalla tedesca Volkswagen che ha la maggiore quota di mercato (scesa al 23,7% a novembre dal 24,6 di un anno fa) e ha visto le immatricolazioni nell’Unione europea +Efta scende dell’11,3%. Giù anche le francesi Psa Group e Renault che hanno visto le vendite di novembre rallentare rispettivamente del 6,1% e del 15,9%. Tra le big dell’auto, si distingue Daimler che ha chiuso il mese con un saldo positivo (+3,1%) e una quota di mercato che sale dal 6,4% al 7,2 per cento.

In linea con il mercato Fiat Chrysler Automobiles (Fca): sono state immatricolate 68.720 vetture (-8% a/a), con una quota di mercato che è rimasta stabile al 5,9 per cento. Di mese in mese, la storia positiva e di crescita per il gruppo italo-americano dell’auto resta Jeep che a novembre è salita di oltre il 29 per cento.
Commentando i dati Acea di oggi Pietro Gorlier, responsabile della regione Emea di Fca, dichiara: “La quota di penetrazione di Fca in Europa si mantiene stabile, anche se sono state privilegiate le cosiddette ‘vendite pulite’ nei canali più remunerativi: privati, flotte, noleggio a lungo termine. Per esempio, tra agosto e ottobre nei dieci principali mercati europei il mix delle vendite ai privati è cresciuto di quasi venti punti percentuali ed è in costante crescita”.